IL NOME. Imprenditore casertano nei guai. Maxi inchiesta DDA sul mondo (e i quattrini) della monnezza

29 Gennaio 2026 - 13:52

CASERTA – I Carabinieri del Gruppo per la Tutela dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di Napoli, insieme ai Comandi Provinciali di Caserta, Napoli e Salerno, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare che coinvolge 12 persone del nostro territorio, tra cui figure imprenditoriali e autisti.

L’indagine, coordinata dal Nucleo Operativo Ecologico di Napoli e partita nell’ottobre 2023, ha fatto luce su un sistema articolato per smaltire illegalmente rifiuti speciali, anche pericolosi, provenienti da impianti di Napoli e Caserta. Il gruppo, secondo gli inquirenti, evitava i costosi processi di smaltimento legale, inquinando l’ambiente e realizzando profitti illeciti.

Tra i metodi utilizzati spiccava l’abbandono di rifiuti in aree di pregio naturalistico, anche fuori regione, e addirittura l’interramento di scarti in un’area a Roccadaspide, all’interno di un’azienda suinicola, causando un grave danno ambientale. Un altro canale prevedeva l’inganno verso l’impianto pubblico STIR di Battipaglia, con rifiuti fittiziamente classificati.

L’operazione ha portato a misure cautelari per otto persone, tra cui Giovanni Moccia di San Giuseppe Vesuviano, Salvatore Agovino di Scafati, Domenico Coppola di Pompei, Gaetano Crescenzo di Nocera Inferiore, Giuseppe Impembo e Ilario Vernieri di Salerno, Vincenzo Coppola e Bernardo De Prisco di Pagani, tutti agli arresti domiciliari. L’obbligo di dimora è stato invece imposto a Rosario Vernieri di Salerno, Giuseppe Figari di Santa Maria Capua Vetere, Frano Moccia di San Giuseppe Vesuviano e Bruno De Prisco di Nocera Inferiore.

Colpite anche diverse società, ritenute fondamentali per il traffico illecito. Tra queste la POLIMEC s.r.l. di Sarno, legalmente rappresentata da Giovanni Moccia; la PEPPOTTO-FER s.r.l., con sede legale a Isernia e operativa a Villa Literno, rappresentata da Giuseppe Figari; la CRD s.r.l. di Pagani, formalmente di Bruno De Prisco ma gestita di fatto da Bernardo De Prisco; e la MOCCIAFER s.r.l. di San Giuseppe Vesuviano, rappresentata da Franco Moccia.

Nel blitz sono stati sequestrati due impianti, otto automezzi e circa 530.000 euro, somme ritenute frutto del traffico illecito e dell’emissione di fatture per operazioni inesistenti.

L’operazione evidenzia come la lotta ai reati ambientali richieda un’attenzione costante sul nostro territorio, colpendo non solo chi materialmente abbandona i rifiuti, ma l’intera filiera illegale che li gestisce, dall’intermediazione al trasporto, fino allo smaltimento fraudolento.