VOTO DI SCAMBIO. Zannini ed Esposito non si presentano dai pm

30 Gennaio 2026 - 09:57

Si tratta di una scelta legittima, motivata dalla volontà di esaminare prima la documentazione dell’inchiesta insieme ai propri avvocati, prima di rilasciare eventuali dichiarazioni

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CASERTAGiovanni Zannini e Biagio Esposito, entrambi coinvolti in una nuova indagine per presunta corruzione della Procura di Santa Maria Capua Vetere, hanno scelto di non presentarsi davanti ai magistrati dopo aver ricevuto un invito a comparire. Si tratta di una scelta legittima, motivata dalla volontà di esaminare prima la documentazione dell’inchiesta insieme ai propri avvocati, prima di rilasciare eventuali dichiarazioni.

Nel caso di Zannini, l’audizione è stata rinviata a dopo il 4 febbraio, data in cui è già previsto un interrogatorio davanti al gip Daniela Vecchiarelli. La giudice dovrà esprimersi sulla richiesta di arresto avanzata dalla Procura lo scorso agosto. Anche Biagio Esposito, 85 anni, già assessore e consigliere comunale a Caserta, ha deciso di esercitare il diritto di non rispondere.

Secondo l’accusa, formulata dai pm Giacomo Urbano e Anna Ida Capone, Esposito avrebbe garantito un supporto elettorale organizzato a favore del consigliere regionale, ottenendo in cambio la promessa di favorire assunzioni in società controllate da enti pubblici.

L’accordo avrebbe coinvolto il nipote di Esposito, figlio della consigliera comunale Dora Esposito, e Paolo V., figlio di un collega della stessa consigliera. L’ex assessore è accusato anche di estorsione. Avrebbe minacciato l’allora sindaco di Caserta, Carlo Marino di far cadere la sua amministrazione, ritirando il voto della figlia in consiglio comunale. Per evitare la crisi, Marino avrebbe ceduto a varie richieste.

La prima riguardava la nomina dell’architetto Salvatore Natale a direttore del progetto di riqualificazione dell’ex caserma Pollio, imposta tramite un biglietto consegnato dall’allora consigliere Massimo Russo. La nomina arrivò nel maggio 2024, firmata dal responsabile unico del procedimento Franco Biondi, a sua volta coinvolto in altre inchieste per corruzione e turbativa d’asta.

Un mese dopo, in piena turbolenza per l’inchiesta su un presunto giro di corruzione in Municipio, Esposito avrebbe richiesto le dimissioni dell’assessore Emiliano Casaleche in realtà si è dimesso perché indagato per gli appalti pilotati. Avrebbe inoltre preteso di gestire direttamente i lavori di rifacimento del manto stradale, facendosi riferire sullo stato delle strade tramite Francesco Cerreto. Un terzo episodio riguarda via San Nicola: pressioni sulle ditte appaltatrici perché riasfaltassero vicoli segnalati da cittadini a lui vicini, sempre con la minaccia del ritiro del voto della figlia in Consiglio.