REGGIA. La manifestazione del 1° febbraio contro l’abbattimento dei lecci. La direzione museale renda noti gli studi di cui dispone per giustificare l’operazione
30 Gennaio 2026 - 19:37
Caserta (pm) – Come abbiamo riportato mercoledì scorso, domenica 1° febbraio la rete delle associazioni ambientaliste e per il verde manifesterà nuovamente nel parco della Reggia, come già avvenuto il 4 gennaio, per opporsi al radicale intervento programmato dalla direzione museale sui lecci che delimitano la via d’Acqua, ritenuti compromessi.
LA LOCANDINA DELLA MANIFESTAZIONE DI DOMENICA

Nel frattempo, la questione ha avuto un ulteriore eco, superando i confini regionali e trovando spazio in un articolo pubblicato ieri su “il manifesto“, lo storico quotidiano nazionale di sinistra da sempre impegnato in numerose battaglie a difesa dell’ambiente. Il servizio giornalistico, intitolato La battaglia dei lecci nella Reggia, è a firma di Giuditta Pellegrini, giornalista, fotografa e videomaker italiana che si occupa prevalentemente di reportage e documentari, anche internazionali, con un forte interesse per le tematiche sociali e di genere.
L’autrice, oltre a riprendere i dubbi sulla plausibilità dell’operazione pianificata dalla DG Maffei — sollevati dalla LIPU di Matteo Palmesani, dal Gruppo 31 Agosto di Ciro Costagliola, dal sito Reggiando e… dintorni reali di Nando Astarita, dall’Arci, da Legambiente, da ONDA (Organismo Nazionale Difesa Alberi), da GRIG (Gruppo di Intervento Giuridico) e da altri movimenti a difesa della natura — pone una questione per noi dirimente.
La decisione di intervenire in modo estremo e pressoché totale sui filari si fonderebbe su due studi condotti rispettivamente dal Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna e dal Dipartimento di Agraria dell’Università di Napoli Federico II. Tuttavia, come denuncia Giuditta Pellegrini, tali studi non sono mai stati resi pubblici.
Al momento se ne conoscono solo le conclusioni, le quali si pongono in netto contrasto con le perizie indipendenti condotte dalla rete ambientalista. Tra queste spicca l’indagine del Consorzio Universitario Benecom, guidata dal prof. Carmine Gambardella: avvalendosi di un mezzo aereo equipaggiato con sensori iperspettrali e termici, lo studio è giunto alla conclusione che solo il 6,9% dei lecci presenti un elevato grado di stress, a fronte dell’85% dichiarato dalla Reggia.
Nel frattempo, la petizione online lanciata poco più di un mese fa contro l’abbattimento dei lecci ha già superato la ragguardevole cifra di 6.800 firme, a testimonianza della forte sensibilità dei casertani verso questa vicenda. L’augurio è che molti di loro possano partecipare alla manifestazione in programma domenica.
