ECCO PERCHE’ Zannini va eradicato dalla politica come un virus. Impazzisce per far diventare dirigente Luana Sergi, in quel momento indagata per falso, truffa e peculato all’ASL. Ciò al di là della sua colpevolezza o non colpevolezza giudiziarie

31 Gennaio 2026 - 17:38

Ha veramente dell’incredibile anche il modo con cui il consigliere regionale e la stessa Luana Sergi fanno pressioni sul direttore generale. E pensate che la doverosa contrarietà espressa dal direttore sanitario Enzo Iodice alla promozione della donna a responsabile della psichiatria infantile è il motivo principale della violenza morale che porta Zannini a chiedere e a ottenere la testa del dirigente

CASERTA (g.g.) Noi non sappiamo dire, rispetto a quello che abbiamo letto nella richiesta della misura cautelare del carcere formulata dai pm di S. Maria C.V. Giacomo Urbano e Gerardina Cozzolino, se ci siano o meno le condizioni per contestare a Giovanni Zannini il reato di concussione mentre, al contrario, così come cominceremo a scrivere sin da lunedì, la convinzione l’abbiamo maturata per quel che riguarda il reato di corruzione relativamente alla vicenda ormai arcinota del caseificio dei Griffo.

Abbiamo capito – e questo ha consolidato un’idea che ci eravamo già fatti negli ultimi anni – che Zannini rappresenta un esemplare di politico indecente, il segno vivente di una crisi pesantissima di valori che sta portando il territorio della provincia di Caserta a un livello trogloditico di inciviltà cronica e probabilmente irreversibile.

Un bullo che entra ed esce dalle stanze importanti delle istituzioni che governano settori cruciali dei pubblici servizi, acqua, rifiuti e nei casi specifici che stiamo esaminando, sanità. Quello che trasuda dai comportamenti di Zannini è una grassa ignoranza, una rozzezza degna dei peggiori bar di Caracas, della peggiore Suburra.

Larvate minacce, spavalderia spesa a fiumi, insomma l’idea di essere un dittatore, perché “quello a Napoli” vale a dire Vincenzo De Luca, gli ha dato la patente per farlo. Nei due brevi passi della richiesta dei pm, che esaminiamo stamattina, emerge questa amicizia che si traduce nella ferrea volontà di far sì che la signora Luana Sergi divenisse ad ogni costo, attraverso una pretesa arrogante, dirigente – nella specie – responsabile della psichiatria infantile dell’Asl di Caserta.

Ma chi è Luana Sergi? Ce lo racconta in parte il dispositivo giudiziario con cui ella viene coinvolta nell’indagine, condotta dalla Procura di Aversa-Napoli Nord che portò all’arresto e poi al giudizio del capo del dipartimento di Psichiatria dell’Asl di Caserta Donato Carizzone.

Nel dettaglio, a Luana Sergi, vengono contestati nel 2021 tre reati; anzi quattro in quanto quello di falso è nella doppia versione nell’articolo 476 del codice penale (falso del pubblico ufficiale), e dell’art.479 (falso ideologico) sempre nell’esplicazione delle funzioni pubbliche.

Luana Sergi era entrata nell’Asl, all’interno di una struttura del dipartimento di Psichiatria, con un contratto co.co.pro per definizione a tempo determinatissimo. Insieme ad altri suoi colleghi, viene agevolata secondo i pm di Aversa-Napoli Nord, con una falsa dichiarazione firmata da Carizzone con la quale sia affermava il raggiungimento di obiettivi strettamente connessi al contratto di co.co.pro che in realtà la Sergi non aveva raggiunto.

Strettamente connesso alla contestazione di falso del pubblico ufficiale e di falso ideologico in concorso era la seconda contestazione, stavolta relativo al reato di truffa. Carizzone, dichiarando il falso, aveva fatto sì che tutto il gruppo dei co.co.pro intascasse una somma complessivamente pari a più di 23mila euro. Di questi 23mila euro, 1.290 erano finiti nelle tasche di Luana Sergi. Di qui, la contestazione di truffa ai danni di un ente pubblico, ai danni delle tasche dei contribuenti.

Terza contestazione, quarto reato contestato, quello di peculato in concorso ai sensi dell’articolo 314 del codice penale. Questi 1.290 euro erano frutto di una attività di Carizzone, compiuta in concorso con la Sergi e altri, attraverso la quale e grazie alla commissione dei reati di falso, si era realizzato un uso privatistico di risorse pubbliche, di beni pubblici.

Nel 2023 la Procura di Aversa non aveva ancora né concretizzato scremature degli indagati attraverso stralci, finalizzati a richieste di archiviazione, né aperto sentieri diversificati in ordine ai processi da celebrare, alcuni dei quali ancora in corso.

Zannini, dunque, pretende con prepotenza e arroganza, che Luana Sergi – sua protetta al punto che proprio a casa della Sergi si tiene quella cena alla quale partecipano anche la dirigente Sciascia e soprattutto De Fazio, ossia il direttore sanitario che Zannini pretendeva fosse messo al posto di Enzo Iodice – venga nominata responsabile del reparto di Psichiatria Infantile, a poco tempo di distanza, forse nemmeno tre anni, dal momento in cui la medesima era entrata da super precaria nell’Asl di Caserta con un contratto co.co.pro.

Per di più, Zannini voleva premiare la Sergi con questo ruolo da dirigente mentre la medesima era ancora indagata, o addirittura imputata, dei reati di falso in atto pubblico, falso ideologico in concorso, truffa sempre in concorso, e peculato ancora in concorso, per essersi fatta fare delle carte false che attestavano attività che lei non aveva svolto. E si dà il caso che queste attività riguardavano il rapporto tra la Sergi e l’Asl di Caserta.

Probabilmente, il direttore sanitario Enzo Iodice, considerava impresentabile l’istanza di Zannini sulla Sergi proprio per questo motivo. Per cui Iodice paga, con la defenestrazione, un “no” opposto ad una persona entrata con un co.co.pro poco tempo prima e per di più indagata per pesanti reati compiuti da precaria Asl.

Ora, a noi non interessa più di tanto se Zannini sarà più o meno arrestato, se la Procura riuscirà a dimostrare davanti al Gip la commissione del reato di corruzione. Ma qui siamo di fronte ad un soggetto che gli uomini e le donne di buona volontà dovrebbero battersi ogni minuto, come facciamo noi di CasertaCe, per eliminarlo, per debellarlo come il peggiore dei virus della politica locale.