Tira aria di Commissione d’accesso. Il Comune di GRICIGNANO rischia lo scioglimento per camorra

3 Febbraio 2026 - 21:03

Tanti i fatti sospetti, a partire dall’atteggiamento e dalle omissioni dell’Ufficio Tecnico nei confronti degli abusi edilizi dei Tessitore. Il matrimonio del nipote di Bidognetti, la gestione della villetta e i colpi di pistola contro il cancello del negozio dell’ex vicesindaco

GRICIGNANO (gia.gua./fede.borr.) Tanto tuonò che piovve. Purtroppo, le vicende che da tempo segnano in modo negativo la comunità di Gricignano stanno portando, proprio in queste ore, alla nomina di una commissione d’accesso che si insedierà nel comune alle porte di Aversa per stabilire se nell’attuale amministrazione comunale ci siano state infiltrazioni camorristiche.

I lettori di CasertaCe sono ben informati sulla vicenda delle case abusive della famiglia Tessitore, di cui, tra l’altro, abbiamo già pubblicato articoli, dando particolare visibilità alla questione. Negli ultimi tempi, però, la situazione è ulteriormente peggiorata: prima l’attentato doloso ad ottobre, quando sono stati incendiati i carri di Carnevale dell’associazione “Coriandoli Gricignanesi”, legata alla famiglia di Nicola Fiorillo, attuale consigliere di opposizione; poi, i colpi di pistola che hanno frantumato la vetrina del negozio di Giacomo Di Ronza, ex vicesindaco di Gricignano, che si era candidato alle amministrative del 2024 nella lista che fa capo al gruppo di opposizione di Anna Michelina Caiazzo, senza però riuscire ad entrare in consiglio.

Questi fatti inquietanti sono ora al centro delle indagini della Polizia di Stato, ma hanno anche spinto la Prefettura di Caserta a voler fare chiarezza sulla situazione. Appare infatti evidente che la famiglia Tessitore, storicamente legata ad ambienti malavitosi locali, con connessioni con i clan dei Casalesi, ha avuto negli ultimi mesi anche un ruolo sociale di un certo peso. Un esempio di ciò è il matrimonio tra un membro di questa famiglia e il nipote di Francesco Bidognetti, detto Cicciotto ‘e Mezanotte, celebrato in comune dalla consigliera comunale di maggioranza Antonella Oliva (clicca e leggi). La stessa Oliva, il cui padre è un imprenditore edile che ha eseguito lavori su uno degli immobili della famiglia Tessitore, tutti clamorosamente abusivi e tutti sottoposti a sequestro (clicca e leggi).

Ma se guardiamo più da vicino, a ben vedere, sono molte le situazioni ambigue che hanno caratterizzato questi due anni sotto la sindacatura di Vittorio Lettieri. Per altro, l’arrivo di una commissione d’accesso non sarebbe la prima volta per la comunità di Gricignano. E nemmeno per la famiglia Lettieri, d’altronde, considerando che nel 2010, durante la sindacatura di Andrea Lettieri, padre di Vittorio, il comune fu sciolto per infiltrazioni camorristiche.

Tornando però all’era del figlio, Vittorio Lettieri appunto, diversi eventi – come dicevamo – potrebbero aver attirato l’attenzione della magistratura e sollecitato la cautela della prefetta Lucia Volpe. Ne elenchiamo alcuni, quelli che a nostro avviso potrebbero aver destato più di un sospetto.

Scegliamo di partire dall’inizio, ovvero da quando questa consiliatura ha avuto piede. Fin dai suoi albori, la vittoria della lista “Sì ad una Gricignano Migliore”, con Lettieri junior sindaco, è finita nel chiacchiericcio generale per essere stata festeggiata in uno spazio all’aperto di proprietà della famiglia Autiero, famiglia nota per essere stata a lungo legata alla fazione degli Schiavone del clan dei Casalesi. Un cognome legato alla figura di Luigi Autiero detto ‘O Scusuto, latitante all’epoca dei fatti di camorra che culminarono nel suo arresto, e reggente dell’omonimo gruppo camorristico operante a Gricignano. Dunque, la scelta di brindare alla vittoria elettorale in un luogo con simili connessioni è stata vista da molti come un’opportunità evitabile, ampiamente criticata, vista la storia giudiziaria della famiglia Autiero, coinvolta in reati di associazione camorristica.

Non meno controversa è la gestione della villa comunale intitolata a Michele Mazzoni, affidata alla ditta New Green di Pasquale Aquilante, con sede a Carinaro. Secondo voci che circolano insistentemente a Gricignano, anche Michele Scarano sarebbe coinvolto nel progetto, dato che risulterebbe socio della ditta. Scarano, noto per avere un passato radicato nel panorama camorristico locale, con l’Aquilante condividerebbe altre società che farebbero però capo a dei parenti di entrambi, almeno sulla carta.

E non è finita qui. Altri due episodi meritano attenzione prima di arrivare alla conclusione di questo articolo. A febbraio 2025, i carabinieri di Gricignano hanno sequestrato i verbali relativi alle elezioni amministrative del 2024. Mentre, a dicembre dello stesso anno, sono stati sequestrati i verbali di una sezione sempre di Gricignano ma relative alle recentissime elezioni regionali.

In sostanza, gli ingredienti affinché questa situazione possa sfociare in un intervento ufficiale ci sono tutti. Non resta che attendere per vedere se il piatto finirà davvero in tavola. A mancare è infatti solo il crisma della formalità che potrebbe arrivare tra qualche giorno.