OMICIDIO MAGRINO. Premeditazione contestata: no al rito abbreviato per Giancarlo Pagliaro

14 Febbraio 2026 - 10:19

Respinta la richiesta di rito abbreviato avanzata dai difensori dell’imputato, gli avvocati Antonio Miraglia e Alfonso Quarto

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MONDRAGONE – Rinvio a giudizio Giancarlo Pagliaro, 68 anni, originario di Mandragone e titolare del mobilificio “Franchino”, accusato dell’omicidio di Luigi Magrino, 41enne foggiano residente a Formia. Il delitto risale al 28 aprile scorso ed è avvenuto nell’area di servizio Agip Eni sulla via Domiziana, nel territorio di Mondragone.

A disporre il processo è stato il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Napoli, Daniela Vecchiarelli che ha respinto la richiesta di rito abbreviato avanzata dai difensori dell’imputato, gli avvocati Antonio Miraglia e Alfonso Quarto. L’istanza è stata dichiarata inammissibile in quanto la Procura contesta l’aggravante della premeditazione, circostanza che impedisce l’accesso al rito alternativo. È invece caduta l’aggravante dei futili motivi.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, alla base dell’omicidio vi sarebbe una presunta truffa legata a operazioni finanziarie. Pagliaro avrebbe consegnato a Magrino la somma di 200mila euro, convinto che il 41enne fosse in grado di agevolare lo sblocco di una polizza assicurativa del valore di circa mezzo milione di euro. Denaro che, nelle intenzioni dell’imprenditore, sarebbe servito a fronteggiare pesanti pendenze fiscali legate alle sue attività.

L’omicidio sarebbe stato compiuto con una pistola semiautomatica calibro 6,35, una Browning mai rinvenuta dagli investigatori.