Truffa e evasione fiscale: assolto imprenditore casertano

14 Febbraio 2026 - 18:55

La sentenza pronunciata dal Tribunale di Roma

CELLOLE – Si è positivamente conclusa la vicenda giudiziaria che ha coinvolto D. A., un esercente attività di rivenditore di carburanti destinati all’uso agricolo, situato lungo la Domitiana, nel comune di Cellole, ma con sede legale a Roma. Il caso, che ha sollevato grande interesse, si è concluso con l’assoluzione dell’imputato da parte del Tribunale di Roma.

Il procedimento era iniziato a seguito di un controllo da parte dell’Agenzia delle Accise, delle Dogane e dei Monopoli della Direzione Territoriale della Campania e Calabria, che aveva portato alla denuncia di D. A. per violazione dell’articolo 40 del Decreto Legislativo 504/1995. Secondo le indagini, l’imputato avrebbe venduto circa 2.000.000 kg di gasolio destinato all’uso agricolo per autotrazione, approfittando così del regime di agevolazione fiscale previsto per il carburante destinato a scopi agricoli.

L’accusa, inoltre, contestava a D. A. una violazione dell’articolo 4 del Decreto Legislativo n. 74/2000, per aver omesso di dichiarare ricavi pari a 3.200.000 euro nella dichiarazione dei redditi per l’anno 2018, con una conseguente evasione IVA di circa 400.000 euro. Durante le indagini, il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) presso il Tribunale di Roma aveva disposto il sequestro preventivo, anche per equivalente, della somma di 400.000 euro.

Nel corso del dibattimento, l’accusa aveva evidenziato come l’imputato avesse ceduto il gasolio a persone che non erano legittimate ad acquistarlo, e che molte di queste risultavano, in realtà, inesistenti o decedute da tempo. Questo aveva fatto nascere il sospetto che D. A. fosse consapevole di un giro di truffa ai danni dello Stato. Il rischio di una condanna severa sembrava imminente, vista l’entità dei quantitativi di gasolio ceduti e i ricavi illeciti accumulati.

Tuttavia, la difesa, rappresentata dall’avvocato Mario Corsiero, ha dimostrato che il ruolo di D. A. non era quello di verificare la veridicità dei dati dei singoli acquirenti, ma semplicemente di accertarsi che i clienti fossero titolari del Libretto UMA, il documento che certifica il diritto all’acquisto agevolato di gasolio da parte degli imprenditori agricoli, e di raccogliere i documenti di identità. Secondo la difesa, D. A. non aveva alcun obbligo di indagare più a fondo sulla legittimità dei singoli acquirenti.

Il Tribunale di Roma ha accolto la tesi difensiva, ritenendo che l’imputato non fosse consapevole della truffa in atto e che il suo comportamento fosse conforme agli obblighi previsti dalla legge. Per questo motivo, D. A. è stato assolto da tutti i reati a lui contestati, poiché il fatto non costituisce reato.

Inoltre, la sentenza ha disposto la restituzione della somma di 400.000 euro, che era stata sequestrata durante le indagini, al rivenditore di carburanti. La decisione del Tribunale rappresenta un’importante vittoria per D. A., che ha visto riconosciuta la sua buona fede e la correttezza del suo operato.