CASERTA. Cantiere bloccato nel cuore di corso Trieste: una casa diventa ufficio senza permesso. “Rischio abuso edilizio”
17 Febbraio 2026 - 10:01
CASERTA – C’è un cantiere fermo al civico 291 di corso Trieste, dopo che il comune di Caserta ha bloccato tutto con un’ordinanza firmata venerdì 13 febbraio dalla dirigente dello Sportello Unico per l’Edilizia, l’architetto Valeria Valendino. Il provvedimento impone la sospensione immediata dei lavori in un immobile che, sulla carta, doveva essere sottoposto solo a interventi di manutenzione. Ma un sopralluogo congiunto tra ufficio tecnico e polizia municipale ha portato alla luce alcune incongruenze che ora dovranno essere chiarite.
Tutto è iniziato con una segnalazione. Qualcuno ha fatto presente che in quell’appartamento, al piano terra di un edificio del centro, potesse esserci un abuso edilizio. Così, l’11 febbraio, tecnici e vigili si sono presentati sul posto per verificare di persona. Quello che hanno trovato non corrispondeva del tutto a quanto dichiarato nelle carte.
Il progetto iniziale, comunicato al Comune nell’agosto del 2025, parlava di un intervento leggero: ripristino di alcune parti di intonaco, ammodernamento dei bagni, rifacimento della pavimentazione e pitturazione. Roba da manutenzione ordinaria, per la quale basta una semplice comunicazione di inizio lavori.
E invece, sul posto, gli ispettori si sono trovati davanti a una situazione diversa. L’appartamento era in uno stato grezzo, con caratteristiche che lo rendevano adatto tanto a essere un’abitazione quanto a rimanere un ufficio. Impianti e ambienti, infatti, sembravano predisposti per entrambe le destinazioni. Ma c’è di più: scavando nella storia catastale, è emerso che nel febbraio del 2012 quell’unità immobiliare aveva subito una variazione, passando da abitazione civile a ufficio. Un cambio di destinazione d’uso per il quale, però, negli archivi comunali non risulta alcun titolo abilitativo.
A questo punto, il dirigente ha deciso di fermare tutto. L’ordinanza, firmata il 13 febbraio, impone la sospensione immediata dei lavori e dà dieci giorni di tempo ai proprietari e al responsabile dei lavori per presentare osservazioni e chiarire la situazione. Dovranno spiegare, documenti alla mano, come sia avvenuto quel cambio di destinazione d’uso dodici anni fa e, soprattutto, quale destinazione intendano dare oggi all’immobile: se quella originaria di abitazione o quella attuale di ufficio.
