CAOS IN COMUNE. Vigile urbano e fratello del sindaco accusato di minacce al consigliere di opposizione: “Ti sparo”

18 Febbraio 2026 - 11:00

VILLA DI BRIANO – Un’aggressione verbale consumata tra le mura del Cconsiglio comunale, con un agente in uniforme che avrebbe minacciato di sparare a un esponente dell’opposizione. È quanto contesta la Procura di Aversa-Napoli Nord a Biagio Della Corte, vigile urbano e fratello del sindaco di Villa di Briano, Luigi Della Corte, finito sotto processo per minacce aggravate.

I fatti risalgono al 30 maggio 2023, al termine di una seduta del Consiglio comunale. Secondo l’accusa, Della Corte, all’epoca responsabile della polizia municipale, si trovava in aula in divisa e armato. Subito dopo l’intervento del consigliere di opposizione Dionigi Magliulo, ex sindaco della cittadina, il vigile avrebbe reagito in modo pesante, prima insultando il consigliere e poi pronunciando una frase minacciosa: “Ti sparo“.

All’origine della presunta reazione, secondo quanto ricostruito, ci sarebbero state le parole di Magliulo, che durante il suo intervento aveva citato alcuni acquisti immobiliari riconducibili al sindaco e a sua moglie. Operazioni effettuate, secondo quanto riferito in aula, da Francesco Della Corte, soprannominato ‘o Lion, un ex mafioso oggi collaboratore di giustizia.

Per quell’episodio, Biagio Della Corte è stato rinviato a giudizio. La prima udienza del processo si terrà a metà marzo davanti al Tribunale di Aversa-Napoli Nord. Quella per minacce non è l’unica vicenda giudiziaria che vede coinvolto il vigile urbano.

Della Corte è imputato anche in un altro processo, sempre davanti al Tribunale di Aversa-Napoli Nord, legato a una presunta lite avvenuta a Casaluce. In quel procedimento sono finiti a giudizio anche il sindaco Luigi Della Corte e il cronista Raffaele Della Corte.

Secondo la ricostruzione della Procura, il diverbio sarebbe iniziato per strada tra il vigile e il giornalista, per poi proseguire nei pressi dell’abitazione di quest’ultimo. A quel punto sarebbero intervenuti anche il primo cittadino e un assessore, Paolo Conte, che secondo l’accusa avrebbero partecipato alla colluttazione. Per l’assessore Conte, però, l’ipotesi accusatoria è caduta già nelle fasi preliminari, ed è stato prosciolto. Per gli altri imputati, invece, il processo dovrà ora fare chiarezza su quanto accaduto.