Un assurdo gioco con un fucile o voleva uccidere Francesca? Chiesti 21 anni di carcere per il ragazzo che ha sparato. La difesa: “non voleva”

19 Febbraio 2026 - 15:34

CASERTA – Si è tenuta questa mattina, dinanzi alla Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere presieduta da Marcella Suma, una nuova udienza del processo per la morte di Francesca Compagnone, la ventottenne di Teano uccisa la sera del 26 ottobre 2022 nella sua villetta a Riardo da un colpo di fucile esploso dall’allora fidanzato Vicol Ciprian.

I riflettori del dibattimento si sono accesi sulle richieste delle parti civili. Gli avvocati che rappresentano i familiari della vittima si sono allineati alla richiesta formulata la scorsa settimana dai pubblici ministeri Gionata Fiore e Nicola Camerlingo: condanna a ventuno anni di reclusione per l’imputato. Una richiesta che si fonda sulla tesi dell’omicidio volontario con l’aggravante della relazione sentimentale, avvalorata dalle perizie tecnico-balistiche che escluderebbero la natura accidentale dello sparo.

A prendere la parola, nella stessa udienza, è stato anche l’avvocato difensore Ferdinando Trasacco, che nella sua arringa ha invece riproposto con forza la tesi contraria. Il legale ha chiesto alla Corte la derubricazione del reato in omicidio colposo, sostenendo che quanto accadde quella notte fu un tragico incidente, un colpo partito per errore mentre il giovane maneggiava uno dei fucili del padre di Francesca, lasciati incustoditi nella stanza a causa di un trasloco in corso. Una versione, quella della difesa, che punta a scardinare l’impianto accusatorio basato sul dolo eventuale.

La parola passa ora ai giudici. L’udienza è stata aggiornata a un mese da oggi per la sentenza. Il processo, che ha visto un lungo iter giudiziario con il passaggio dalla contestazione iniziale di omicidio colposo a quella di omicidio volontario dopo il ricorso in Cassazione, si avvia dunque verso la sua conclusione.