DIPLOMI FACILI. Voti e presenze fasulle. I nomi dei docenti CASERTANI indagati e sospesi
22 Febbraio 2026 - 17:00
Rilascio di diplomi di scuola superiore in cambio di somme di denaro rilevanti, senza che vi fosse il necessario percorso scolastico
CASERTA – Un meccanismo ben oliato che, secondo gli inquirenti, avrebbe trasformato l’obbligo scolastico in una formalità burocratica. Registri manipolati, presenze annotate solo sulla carta e titoli di studio rilasciati senza un reale percorso didattico: è questo lo scenario delineato dall’indagine coordinata dalla Procura e sfociata in un’ordinanza di misure cautelari interdittive nei confronti di 20 persone (CLICCA QUI), a fronte di 28 indagati complessivi.
Il provvedimento, firmato dal gip del Tribunale di Napoli Nord su richiesta della Procura di Aversa, è stato eseguito dai carabinieri della compagnia di Caivano. Sotto la lente sono finiti responsabili, impiegati amministrativi e docenti di due strutture attive tra Crispano e Caivano: la Scuola Superiore Padre Lanzano e la Isep School.
Al centro dell’inchiesta vi sarebbero irregolarità nella gestione dei registri scolastici. In particolare, sarebbero stati attribuiti voti e annotate frequenze a studenti che, in realtà, non prendevano parte alle lezioni. Diversi minorenni – ancora soggetti all’obbligo di istruzione – risultavano formalmente iscritti all’istituto parificato, mentre di fatto seguivano soltanto percorsi di formazione professionale oppure erano già inseriti nel mondo del lavoro.
Secondo l’ipotesi accusatoria, i curricula scolastici venivano costruiti ad arte per attestare il completamento del percorso formativo, pur in assenza di una frequenza effettiva. Un sistema che, se confermato, avrebbe inciso direttamente sul diritto allo studio, privando i ragazzi di una preparazione reale.
Le indagini avrebbero inoltre fatto emergere un’intesa tra i vertici dei due enti coinvolti. Alle famiglie sarebbero stati proposti sconti sulle rette per incentivare iscrizioni o trasferimenti, con l’obiettivo – sostiene la Procura – di incrementare i profitti attraverso un numero crescente di studenti solo formalmente frequentanti.
Non solo. Un ulteriore filone investigativo ipotizza un vero e proprio scambio corruttivo: il rilascio di diplomi di scuola superiore in cambio di somme di denaro rilevanti, senza che vi fosse il necessario percorso scolastico.
Tra gli episodi contestati figura anche un presunto tentativo di depistaggio durante l’acquisizione di documentazione da parte degli investigatori. Inoltre, viene ipotizzata un’induzione indebita che coinvolgerebbe un appartenente alla polizia municipale: insieme a una dipendente e al responsabile del centro di formazione, avrebbe favorito iscrizioni a costi inferiori rispetto alle tariffe ufficiali.
Le misure interdittive disposte dal giudice mirano ora a interrompere le attività ritenute illecite e a garantire la regolarità dei percorsi educativi. L’inchiesta prosegue per accertare eventuali ulteriori responsabilità e chiarire l’estensione del presunto sistema.
I NOMI DEI DOCENTI DELLA PROVINCIA DI CASERTA COINVOLTI:
Raffaella Arrichiello, 46 anni di Casapesenna, SOSPENSIONE
Nicola Comune, 31 anni di Succivo, INDAGATO
Luigi Ferraiuolo, 57 anni di Trentola Ducenta, INDAGATO
Teresa Lener, 30 anni di Marcianise, SOSPENSIONE
Marica Consiglia Piscitelli, 34 anni di Orta di Atella, SOSPENSIONE
Annunziata Zippo, 28 anni di Villa di Briano, SOSPENSIONE
