VILLETTA GIAQUINTO. L’incognita dei lavori e le contestazioni degli interventi sul verde…
22 Febbraio 2026 - 18:43
Caserta (pm) – A fine gennaio, la nostra redazione riceveva diverse proteste riguardanti la villetta Giaquinto, uno spazio verde vitale per il centro storico ormai ridotto ad una colata di cemento ininterrotta per le nuove costruzioni che hanno occupato ogni metro di suolo libero. Nonostante la sua chiusura avvenuta ad ottobre per un progetto di riqualificazione già finanziato – i cui lavori dovrebbero concludersi entro aprile, anche se ci sembra molto difficile – non presentava segni di un avvio prossimo dei lavori.
Per capire come stavano le cose, scrivevamo per chiarimenti prima al Rup dell’intervento, l’agronomo comunale Nicola Leardi, e poi alla ditta aggiudicataria del lavori. Siamo, lo ammettiamo, degli incorreggibili creduloni, che pensano di stare in un contesto civile e di avere a che fare con una amministrazione comunale realmente al servizio dei cittadini.
Leardi non rispondeva. Sarà stato certamente assorbito da impegni urgenti. Non vogliamo credere che, nonostante la recente assunzione in Comune, abbia già imparato la ‘lezione’ che da sempre sembra vigere in quegli uffici: il silenzio assoluto, non dare conto a nessuno. D’altronde, meno persone mettono il naso tra le carte, meglio è. Su questo punto, si ricorderà come la commissione di accesso per lo scioglimento del comune di Caserta evidenziasse l’ostracismo totale degli uffici comunali agli accertamenti condotti. Anche la ditta edile, seppur con una responsabilità meno grave sul piano pubblico, ha preferito non proferire parola.
Comunque sia, da qualche giorno sono finalmente iniziati i lavori di sistemazione della villetta.
In proposito ci sono pervenute alcune foto del cantiere, che proponiamo a seguire in basso ai lettori, dalle quali si evince che i primi interventi vengono eseguiti sul patrimonio verde di alberi e piante.
Specificamente su questi abbiamo chiesto il parere di Ferdinando Errichiello, rappresentante dello storico, decennale, Comitato per Villa Giaquinto, il quale ci ha dichiarato: “Finalmente, dopo 3 mesi di sosta, sono ripresi i lavori del Pnrr in villa Giaquinto, lavori fondamentali per permettere alla città e alla comunità che se ne prende cura di tornare a frequentare il parco. Ricordiamo che i lavori sono partiti ad ottobre dopo che il comitato raccolse oltre 1000 firme. Ringraziamo la commissione straordinaria per il dialogo di queste settimane. Ci aspettiamo che i lavori procedano speditamente e che si concludano secondo i tempi, cioè entro il 5 aprile 2026. La comunità che gestisce villa Giaquinto da 10 anni e che l’ha trasformata da piazza di spaccio a bene comune, attende con ansia e monitorerà senza sosta i lavori. Villa Giaquinto non è solo un parco, ma un luogo di aggregazione sociale, di democrazia, un presidio anticamorra e culturale”. E alla domanda se pensa che si stia intervenendo con correttezza sul verde, ha osservato: “Di sicuro gli interventi sono previsti nei lavori. Il direttore dei lavori è un agronomo. Ci spiace se si stesse operando un alleggerimento eccessivo capitozzando”.




E qui casca l’asino. Perché, mentre Errichiello ci pare cerchi aiuto in un – per lui insolito – dire e non dire, abbiamo raccolto commenti e testimonianze di ben altro segno. Come: “…stanno potando le piante del parco, un intervento massivo anche perché stanno utilizzando la capitozzatura come metodo”; capitozzature brutali e veri e propri tagli devastanti; anche i platani sono ridotti a “sprocchi”.
Anche Matteo Palmisani, capo della delegazione della Lipu di Caserta, parla di interventi che disattendono i criteri minimi ambientali. Ci dice:” Siamo alle solite, alberi usati come giacimenti di legname da ardere. Tagliati in malo modo perché trattati tutti allo stesso modo, hanno evidenziato, per chi ha eseguito i lavori, una mancanza di professionalità ed attenzione alla singola specie. A chi chiedeva perchè gli operai stessero trattando in quel modo gli alberi rispondevano: queste operazioni non si facevano da tanti anni . È normale che gli alberi dopo trattamenti cesori drastici , riescano a ripristinare l’equilibrio perduto. Ebbene questo era avvenuto. Per cui sarebbe stato utile per la salute degli alberi, asportare solo i rami secchi e quelli intrecciati . Adesso reagiranno in modo disordinato producendo una miriade di rametti che andranno in competizione fra loro con il pericolo di schianto. Tutto ciò è patrimonio culturale chi ha studiato un minimo di fisiologia vegetale, evidentemente la gente che ha eseguito i lavori o non è a conoscenza della materia oppure ‘ha lasciato fare’ “.
A questo punto, si può sapere da palazzo Castropignano che cosa esattamente stia succedendo? O la città merita ancora il silenzio a cui l’autoreferenziale burocrazia municipale l’ha abituata? O lor signori pensano di continuare a fare gli gnorri come sempre?
FOTO DI REPERTORIO DI DUE PLATANI DELLA VILLETTA


