IL NOME. CAMORRA. Revocata la custodia in carcere per uno dei condannati del clan Picca. E il fratello…
23 Febbraio 2026 - 18:04
Dopo la condanna a 3 anni e 4 mesi, il giudice ha deciso di rivedere le misure per uno dei condannati del processo sul gruppo camorristico della cittadina alle porte di Aversa
TEVEROLA – Arriva la scarcerazione per Antonio Rega, coinvolto nell’indagine sul clan Picca-Di Martino. Dopo la condanna definita relativamente contenuta, il tribunale ha infatti deciso di modificare la misura cautelare a suo carico.
Il giudice Antonio Baldassarre ha accolto la richiesta presentata dai legali della difesa, gli avvocati Gaetano Laiso e Antonio Iorio, disponendo la revoca della custodia in carcere – in atto dal settembre 2024 – e sostituendola con gli arresti domiciliari. Si tratta di un provvedimento che arriva a distanza di poche settimane da una situazione analoga che riguarda il fratello di Rega il 38enne Angelo, per il quale il tribunale aveva già disposto il passaggio dal carcere agli arresti domiciliari il mese scorso nell’ambito della stessa indagine.
La decisione sull’alleggerimento della pena arriva dopo il processo celebrato con rito abbreviato, concluso con una condanna a 3 anni e 4 mesi. Nel verdetto, però, Rega è stato assolto dall’accusa di associazione finalizzata allo spaccio di stupefacenti e dall’aggravante legata al presunto favoreggiamento del gruppo Picca-Di Martino. Proprio questo esito ha portato il giudice a rivalutare la necessità della detenzione in carcere.
Nell’ordinanza si sottolinea che il periodo trascorso dietro le sbarre, superiore a un anno, avrebbe già avuto un effetto dissuasivo, riducendo il rischio che possano ripetersi episodi analoghi. Ai domiciliari, inoltre, Rega dovrà attenersi a regole particolarmente rigide: gli è vietato intrattenere qualsiasi tipo di comunicazione – di persona, al telefono o tramite strumenti telematici – con persone diverse da quelle che convivono con lui.
