Micro società e appalti da migliaia e migliaia di euro. Chi è l’imprenditore che ne ha presi oltre 60MILA. La firma di Palermiti, l’ingegnere comunale “senza scrupoli” (per il giudice)

1 Marzo 2026 - 13:10

La condanna ricevuta nel 2023 non ha bloccato la sua carriera e ora guida l’Ufficio Tecnico di Macerata Campania

MACERATA CAMPANIA – Non è la prima volta che accade. E probabilmente non sarà l’ultima. Una micro impresa, spesso una srl semplificata con pochi anni di vita e capitale ridotto, si aggiudica un appalto pubblico. Succederà certo in tutta Italia, ma quando il fenomeno si ripete con insistenza, in un luogo connotato da un’economia sommersa molto potente, qualche domanda viene spontanea.

L’ultimo caso in ordine di tempo riguarda i lavori di manutenzione straordinaria della casa comunale di Macerata Campania. Importo dei lavori: 61.415,78 euro, aggiudicataria alla SAISEI srl, di Santa Maria Capua Vetere, di un certo Salvatore Di Iulio. Un cognome che, più che verso l’anfiteatro romano, ci fa guardare dall’altro lato della Variante, in direzione Maddaloni.

Nulla di illegittimo. La legge, il codice Appalti 36/2023, consente l’affidamento diretto per importi inferiori alle soglie europee. Ma la prassi, in molti comuni, vede spesso aggiudicazioni ripetute alle stesse tipologie di imprese, talvolta di recente costituzione, talvolta con sedi in comuni limitrofi, talvolta – come in questo caso – costituite nella forma della “srl semplificata”, introdotta dal legislatore per favorire l’imprenditoria giovanile e startup a basso costo.

A firmare la determinazione di approvazione dello stato finale dei lavori è l’ingegnere Ernesto Palermiti, responsabile dell’Ufficio Tecnico del comune di Macerata Campania. 67 anni, originario di Casagiove, Palermiti è un tecnico di lunga esperienza nella pubblica amministrazione, non sempre un’esperienza limpida, anzi.

Palermiti è stato, infatti, protagonista dell’inchiesta penale che ha coinvolto le procedure di gara per l’affidamento dei servizi di igiene urbana nei comuni di Piedimonte Matese e Casagiove una decina di anni fa. Un’inchiesta che ha svelato un presunto sistema di accordi collusivi tra imprese e pubblici funzionari per pilotare gli appalti nel settore dei rifiuti.

Secondo quanto ricostruito dalla Procura e confermato, almeno in parte, dai giudici di merito, Palermiti – all’epoca membro della commissione aggiudicatrice per il Comune di Piedimonte Matese – avrebbe avuto un ruolo attivo nel favorire l’aggiudicazione di appalti alla società Termotetti, facente capo a un sistema di imprese attive nel settore della raccolta rifiuti.

La Corte di Appello di Napoli, nella sentenza del 23 novembre 2022, lo aveva assolto per un caso di turbativa d’asta, ma lo aveva condannato sempre per lo stesso reato, relativo a una gara per il conferimento delle frazioni recuperabili e non recuperabili, a un anno di reclusione e 533 euro di multa.

Palermiti ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che vi sarebbero stati “travisamenti della prova” e che la sua posizione sarebbe stata fraintesa. In particolare, la difesa ha sostenuto che non era vero che il disciplinare di gara contenesse restrizioni poi modificate per favorire Termotetti, e che l’ampliamento della partecipazione agli intermediari sarebbe stato frutto di un semplice adeguamento tecnico. La Corte di Cassazione, con la sentenza del 5 luglio 2023, ha però bocciato tutte le tesi difensive, rigettando il ricorso e condannando Palermiti anche al pagamento delle spese processuali.

I giudici di legittimità hanno definito il ricorso “infondato”, sottolineando che la responsabilità dell’imputato “affonda nelle dichiarazioni di testimoni chiave” che avevano sottolineato il “fondamentale ruolo svolto dal ricorrente nel Comune”, rappresentando la sua nomina quale membro della commissione giudicatrice come un “momento cruciale del programma illecito”. Elementi riscontrati, si legge nella sentenza, da intercettazioni che parlavano di Palermiti come di un “elemento interno al sistema”. Particolarmente duro il passaggio in cui la Cassazione, nel respingere la richiesta di concessione delle attenuanti generiche, ha condiviso la valutazione della Corte d’Appello che aveva definito la condotta dell’imputato come denotante “totale mancanza di scrupoli“.

Non lo vedevamo da tempo Palermiti, dai tempi della nostra inchiesta sulla Vonax di Nicola Schiavone O Russ, imprenditore di camorra, e sugli articoli che dedicammo alle indagini della procura su una possibile speculazione nell’area ex Giardini del Sole, probabilmente sgonfiatasi (CLICCA E LEGGI). E dobbiamo dire che ci fa piacere vederlo attivo e in saluto. Detto ciò, la determina che chiude i lavori della SAISEI srls porta la sua firma. Nessuna incompatibilità, nessuna sanzione accessoria che gli impedisca di operare: la condanna penale non ha prodotto effetti sulla sua qualifica di dirigente pubblico.

Resta, però, il dispiacere di vedere il primo documento (per noi, ovviamente) del Palermiti che da Capodrise si sposta a Macerata che va ad aggiudicare 60 mila euro di lavori ad una società con 5 dipendenti e mille euro di capitale sociale. Una struttura più affine a una copisteria, al negozio di prossimità, che all’impresa di costruzioni.