I NOMI. Professori universitari a rischio arresto: Iphone, smart tv e non solo in cambio di appalti. Coinvolta la società dei negozi R-Store, attiva anche a CASERTA
25 Febbraio 2026 - 10:19
CASERTA – La maxi inchiesta della Procura Europea sulla gestione illecita dei fondi comunitari destinati all’istruzione allarga il suo raggio d’azione e raggiunge Napoli. Sotto la lente degli inquirenti sono finiti docenti universitari, ricercatori di enti di primo piano come il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e insegnanti di istituti superiori, accusati di aver trasformato il loro ruolo pubblico in un “sistema perverso” di favori e regali.
Secondo quanto ricostruito dai pm europei, i pubblici dipendenti avrebbero pilotato l’affidamento di forniture informatiche – finanziate con fondi Ue – in cambio di beni di lusso per uso personale: cellulari, smart tv, dispositivi elettronici di ultima generazione. “La causa personalistica prevaleva su quella pubblicistica”, si legge negli atti depositati dalla magistratura.
L’indagine, partita tre anni fa a Palermo con l’arresto di una preside dello Zen (poi patteggiante), si è estesa grazie alle rivelazioni di Alessandra Conigliaro, una dipendente della società R-Store, con sede a Caserta e in altre città della nostra provincia, considerata la “gola profonda” del caso. Le sue dichiarazioni hanno permesso di scoprire un meccanismo analogo anche in Campania, dove le gare sarebbero state indirizzate verso tre aziende: Informatica Commerciale S.p.A., R-Store e Databroker.
Luciano Airaghi, dell’ITS Fondazione Minoprio (Rho, 56 anni); Enrico Cafaro, docente dell’Università degli Studi di Napoli Federico II (Napoli, 64 anni); Claudio Caiola (Napoli, 76 anni); Giuseppe Cangemi (Palermo, 51 anni); Luigi Cembalo, docente dell’Università degli Studi di Napoli Federico II (Napoli, 58 anni); Antonio Fedullo (Napoli, 52 anni); Giancarlo Fimiani di R-Store (Napoli, 66 anni); Roberto Freda, docente dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, (Avellino, 50 anni); Giuseppe Fucilli (Bari, 68 anni); Corrado Leone, ricercatore del Cnr di Napoli e Portici; (Piano di Sorrento, 64 anni); Ettore Longo (Cuneo, 35 anni); Maria Rosaria Magro (Irsina, 64 anni); Cosma Nappa (Aversa, 65 anni); Carlo Palmieri, ITS Academy di Napoli (Napoli, 65 anni); Mario Piacenti (Palermo, 66 anni); Vito Rinaldi (Adrano Irpinio, 33 anni).
Al centro del presunto sistema di corruzione c’è la R-Store, Apple Premium Reseller con sede a Napoli e oltre trenta punti vendita in tutta Italia. Secondo l’accusa, l’amministratore delegato Giancarlo Fimiani avrebbe avuto un ruolo chiave nell’aggiudicazione delle gare pubbliche, tanto che per lui è stata avanzata la richiesta di una misura cautelare agli arresti domiciliari.
A curare i rapporti con i referenti degli istituti e con la stessa Conigliaro sarebbe stato invece Mario Piacenti, considerato il terminale operativo dell’azienda sul territorio. Le forniture, pilotate a suon di favori, avrebbero generato veri e propri “tesoretti” di regali destinati a ingraziarsi i funzionari pubblici.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura Europea, è ancora in piena fase di sviluppo e mira a fare piena luce su un meccanismo che avrebbe distorto l’utilizzo di risorse pubbliche destinate alla scuola e alla ricerca.
