Errori nel calcolo delle pene: la Cassazione ordina un nuovo esame per il sodale del clan
25 Febbraio 2026 - 10:31
Il procedimento torna ora al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che dovrà riesaminare la posizione in diversa composizione, attenendosi ai criteri indicati dalla Suprema Corte
MONDRAGONE – Con la sentenza n. 6540 del 2026, la Quinta Sezione penale ha annullato l’ordinanza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che aveva rideterminato la pena complessiva nei confronti di Salvatore Sabatino sodale del clan Fragnoli-Gagliardi-Pagliuca, in accoglimento della richiesta presentata dal ricorrente di unificazione di 5 pene inflittegli con 5 sentenze irrevocabili.
Già nel 2024 la Cassazione aveva censurato una prima ordinanza del Tribunale, rilevando la violazione del principio di reformatio in peius e la carenza di motivazione sugli aumenti applicati ai cosiddetti reati-satellite. Nel nuovo provvedimento, il Tribunale aveva corretto parte delle criticità, fissando la pena finale in 18 anni, 11 mesi e 14 giorni di reclusione. Tuttavia, secondo la Suprema Corte, il giudice dell’esecuzione è incorso in un duplice errore.
A Sabatino sono stati riconosciuti i reati di associazione finalizzata al traffico di droga, detenzione e spaccio di stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi da fuoco, ricettazione ed estorsione, tutti aggravati dal metodo mafioso.
Il tribunale sammaritano in funzione di giudice dell’esecuzione, in prima battuta, ha riconosciuto la continuazione nei confronti dell’affiliato alla consorteria criminale mondragonese rideterminando la pena unica complessiva di 23 anni e 6 mesi di reclusione e 3600 euro di multa. Dopo il ricorso e l’annullamento con rinvio il nuovo ricalcolo. Sul ricalcolo però il difensore ha ravvisato degli errori e da lì la nuova istanza alla Suprema Corte lamentando “l’operata quantificazione degli aumenti di pena applicati per i reati satellite sproporzionati”.
Per la Cassazione il ricorso è fondato poichè “nel provvedimento impugnato sono state cumulate pene di specie diversa eludendo il principio di legalità e quello di favor rei”. Alla luce di ciò è stato disposto l’annullamento dell’ordinanza impugnata con rinvio per un nuovo giudizio al tribunale di Santa Maria Capua Vetere in diversa persona fisica.
Il procedimento torna ora al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che dovrà riesaminare la posizione in diversa composizione, attenendosi ai criteri indicati dalla Suprema Corte.
