MONDRAGONE. Nel comune controllato da Zannini, un MILIONE di lavori all’imprenditore che ha pagato una mazzetta da 10mila euro. E nel subappalto la coincidenza del cognome

25 Febbraio 2026 - 13:50

Naturalmente, la trasparenza degli atti amministrativi pari allo zero. Mancato rispetto della norma relativa alla pubblicazione degli atti di gara, come sancisce il decreto Trasparenza del 2013. E non solo. Continua la brutta abitudine degli enti di questa provincia di “dimenticarsi” di mettere il nome della ditta esecutrice e non solo del consorzio aggiudicatario. L’appalto affidato con una garetta: 10 ditte invitate e risponde sempre una sola

MONDRAGONE (a.c.) – Il Comune di Mondragone ha pubblicato, nella giornata di ieri, sul proprio albo pretorio, un’autorizzazione al subappalto per i lavori di adeguamento sismico e della scuola De Amicis e della casa comunale. Occorre però ricostruire passo passo la vicenda e non possiamo di certo partire dal finale.

Nel giugno 2023 veniva presentato il progetto dei lavori prima citati, curato dalla IN.GENA Engineering Stp, con un importo totale di un milione e 98 mila e 376 euro, con la somma dei lavori che superava agli 800mila euro. Tale incarico fu vinto dal Consorzio Stabile Soledil, con sede a Qualiano e con responsabile legale, al tempo dell’aggiudicazione, Felice Piccolo. E’ bene specificare il tempo, perché il ruolo societario sarebbe cambiato di lì a poco, instaurando come persona di riferimento Luigi Di Nardo, che ricopre la carica tutt’ora.

Dopo un discreto lasso di tempo impiegato per le ricerche, data la mancata pubblicazione degli atti di gara passati sul sito dell’Ente e, ricordiamo, obbligatoria per la legge sulla trasparenza sancita dal Nuovo Codice degli Appalti e che deve essere consultabile per almeno cinque anni dalla sua pubblicazione, siamo riusciti a trovare i documenti di gara in cui si evince che il Consorzio Soledil abbia gareggiato da solo.

E la prima parte di questo periodo non lo diciamo noi di CasertaCe, ma l’ANAC, che cita la norma vigente regolando che: “… i dati, gli atti e le informazioni oggetto di pubblicazione ai sensi del decreto trasparenza rimangono pubblicati nella Banca Dati Anac e nella sezione “Amministrazione trasparente” della stazione appaltante e dell’ente concedente per un periodo almeno di cinque anni e, comunque, nel rispetto delle previsioni del decreto trasparenza” .

L’assenza di atti gara nell’albo dell’ente cittadino dimostra ancora una volta il modo arraffazzonato, disattento con cui il comune di Mondragone viene gestito attraverso i suoi atti pubblici. E se sappiamo che chiederne conto al (vice) sindaco Francesco Lavanga, protesi di Giovanni Zannini con la fascia tricolore, è quasi inutile, allora è il caso di domandare al dirigente dell’area Tecnica, Salvatore Catanzano, e all’assessore e vice (vice) sindaco, Marco Pacifico, recentemente indagato per il caso Bonuglia, che fine abbiano fatto i documenti di gara e per quale motivo sia stato deciso di non rendere noto il nome della ditta esecutrice nominata dal consorzio.

Tornando alla procedura possiamo dirvi che sembrerà strano a dirsi, ma quanto vi abbiamo raccontato sulla gara in solitaria del consorzio di Di Nardo rispecchia effettivamente la realtà: la realtà di un appalto da oltre un milione di euro, che dopo dieci inviti, vede una sola partecipante, ovviamente vincitrice. Ci teniamo a specificare, vista così è strano, ma non illecito come comportamento. E tutto ciò è possibile per ciò che è scritto nel Nuovo Codice degli Appalti. Un decreto legislativo che, nella sua operatività, noi non stimiamo, ma proprio per niente, perché consente e facilita operazioni opache che, come la cronaca giudiziaria racconta, porta anche a casi di turbativa delle gare di appalto. Se non è questo il caso – e non è questo il caso – la forma originaria è la stessa

Per i lavori nello specifico, poi, il consorzio di Di Nardo ha delegato i lavori ad una delle sue società, vale a dire la Supino Group, società di Vincenzo Supino con sede a Napoli nel quartiere di Fuorigrotta. Ora, su Supino occorre spendere qualche parola in relazione ad alcuni trascorsi. E’ stato accusato, infatti, dalla Procura di Torre Annunziata nel 2021 di aver pagato una tangente di 10 mila euro al dirigente del comune Nunzio Ariano per farsi affidare un appalto. L’ex dirigente finì per essere arrestato e successivamente condannato a sei anni di reclusione in indagini precedenti e contemporanee rispetto alla vicenda che coinvolge anche l’amministratore della Supino Group che, poi, ha scelto di patteggiare la pena, ottenendo l’ammissione alla messa alla prova dal giudice nel dicembre 2023.

Con la determina di ieri del comune di Mondragone si autorizza un subappalto, affidato alla ditta ADV Associati s.r.l., “per un importo complessivo presunto (sic!) di € 140.000,00 oltre iva“. I lavori riguardano la “realizzazione di opere murarie, previa perforazione ed inserimento delle catene, e rasature e tinteggiature facciate esterne”, ma noi di CasertaCe ci teniamo a farvi notare il virgolettato precedente che abbiamo riportato nel nostro articolo, quello relativo all’importo del subappalto.

Ma, in un documento ufficiale, si può mai parlare di un “importo presunto”, quando tutta l’idea dell’amministrazione trasparente ruota intorno al concetto che debba essere, forse, appunto, trasparente? Senza contare la totale assenza di chiarezza nel momento in cui, in un atto ufficiale di un ente pubblico, il dirigente, in questo caso Catanzano, descrivo come presunto un importo che, in realtà, dovrebbe essere chiaro e sancito dal progetto.

Torniamo a noi, la ADV è una società di Domenico Supino, 70enne originario di Quarto. Lo diciamo subito: non sappiamo se egli sia in qualche modo connesso a Vincenzo Supino, patron della Supino Group, ma il caso sussiste in quanto il Consorzio Soledil, quindi Supino Group, ha scelto di affidare un subappalto, anche discretamente corposo, ad una ditta che non fa parte del proprio Consorzio.

Si avvalora la tesi di un’ipotetica parentela tra i due Supino, ma si tratta di una semplice deduzione probabilistica e per nulla un dato certo che vi possiamo comunicare. Oppure forse tra le 19 ditte che fanno parte della Soledil non ce n’è una sola che possa effettuare la tipologia di lavori per cui è stato richiesto l’intervento della Adv? Ci verrebbe difficile pensare a quest’ultima possibilità, poiché tra le 19 ditte rientranti nel consorzio ci sono più di qualche società specializzata nell’ambito delle costruzioni, ma specifichiamo che per noi si tratta di improbabilità di questa opzione, non impossibilità.

La nostra attenzione si focalizza sui documenti, perché quelli possiamo raccontarvi. Per di più saremo sinceri, il comune di Mondragone non è stato del tutto encomiabile – e non siamo sorpresi – in quanto a trasparenza e meticolosità nelle trascrizioni, ma proprio alcune di queste imprecisioni ci hanno portato a scrivervi in questo articolo di probabilità, possibilità, eventualità, casi, plausibilità e chi più ne ha, più ne metta.