TUTTI I NOMI. Il CAF che faceva prendere false pensioni e 104 INPS. La procura chiede gli arresti: rischiano avvocati e anche un consigliere comunale
26 Febbraio 2026 - 13:42
Il gip ha fissato gli interrogatori preventivi per gli indagati nell’inchiesta su un presunto giro di false certificazioni mediche legate alle pratiche per l’invalidità civile
– Nel rispetto del principio del contradditorio, abbiamo pubblicato la nota che uno degli avvocati coinvolti, Antonio Cantile, ci ha inviato. Per leggere la sua posizione, CLICCA QUI –
CASAL DI PRINCIPE – Un blitz della Guardia di Finanza, lo scorso 27 settembre del 2023, aveva fatto partire un’indagine coordinata dal pubblico ministero Giovanni Corona della Procura di Aversa-Napoli Nord incentrata sulle pratiche di false invalidità presentate all’Inps da parte dei centri di assistenza fiscale.
Nel mirino delle Fiamme Gialle finì il Caf posto in via Circumvallazione a Casal di Principe, e di cui è titolare l’ex consigliere comunale ed ex consigliere provinciale, Vincenzo Simeone. Una situazione che coinvolse anche due congiunti dello stesso gestore del Caf, insieme a noti avvocati, nonché volti presenti nel panorama della politica locale.
Nelle ultime ore il giudice per le indagini preliminari Pia Sordetti ha calendarizzato gli interrogatori preventivi per le persone coinvolte nell’inchiesta. Sono 25 le misure cautelari richieste, tra domiciliari e interdizioni del lavoro.
I pubblici ministeri hanno chiesto i domiciliari con l’accusa di associazione a delinquere per il sopracitato Vincenzo Simeone, 49 anni, Iolanda Di Caterino, 30 anni, legata all’associazione “Lega Comunale Uila”, Riccardo Simeone, fratello di Vincenzo e di professione imprenditore; Gianluca Simeone altro congiunto del titolare del caf, e per gli avvocati Andrea Cantiello di Casal di Principe, Antonio Cantile – quest’ultimo consigliere comunale di opposizione a Trentola Ducenta – e Giuseppe Fabozzi di Casapesenna.
Per il pm, Vincenzo Simeone avrebbe diretto la presunta organizzazione: Di Caterino avrebbe curato il reperimento dei certificati ritenuti falsi e fatto da tramite tra il promotore e gli altri componenti. Riccardo e Gianluca Simeone sarebbero stati i principali esecutori operativi. Cantiello, Cantile e Fabozzi avrebbero invece collaborato nella gestione delle pratiche, occupandosi della raccolta delle deleghe dei clienti che si rivolgevano al Caf per presentare domande all’Inps finalizzate al riconoscimento dell’invalidità civile. Le istanze sarebbero state corredate, stando agli inquirenti, da certificazioni mediche considerate non autentiche, poi utilizzate anche nei contenziosi previdenziali nati dopo eventuali rigetti dell’ente.
Per un altro gruppo di indagati la Procura ha richiesto misure meno afflittive: sospensione o interdizione dall’incarico di consulente tecnico dell’autorità giudiziaria e divieto di esercitare la professione medica. Si tratta, tra gli altri, di Gianluca Falco, Salvatore Di Lanno, Paolo Nappa, Francesco Bencivenga, Santo Carlea, Salvatore Gaudiello, Raffaele Iorio, Antonio Marsilio, Umberto Chiatto, Umberto De Maria, Nataliya Mykhaylyuk, Alfredo Pede, Anna Rita Corvino, Francesco Di Mauro, Francesco Buniello, Gennaro De Luca, Raffaella Chianese e Rocco Pisano. Per loro, ritenuti non parte dell’ipotizzata associazione, le contestazioni riguardano presunti falsi e perizie irregolari nell’ambito delle procedure per ottenere prestazioni assistenziali dall’Inps.
