POLITICA & CAMORRA. Un appalto da 3milioni di euro e i sospetti di un’ingerenza del clan Autiero. Il cambio di destinazione d’uso, firmato Michele Di Luise, a favore delle pompe funebri della figlia di ‘o scusut
27 Febbraio 2026 - 13:47
TERZA PUNTATA. Sempre dedicata ai puritani col dito alzato. Ci sono cento ragioni non una che giustificherebbero l’arrivo di una commissione d’accesso. A-na-li-ti-ca-men-te ve le stiamo illustrando una alla volta a puntate così vi passa la voglia di fare i gradassi sui social
GRICIGNANO D’AVERSA (g.g.) – Noi stiamo parlando di una commissione d’accesso, non di un tribunale, non di una Procura che deve accertare se siano stati o meno consumati reati, ma se, nelle procedure dell’amministrazione comunale di Gricignano si siano sviluppate delle infiltrazioni, dei condizionamenti che hanno portato amministratori, consigliere comunali e soprattutto dirigenti a favorire in certi frangenti gli interessi di personaggi legati alla malavita. Si tratta di una procedura di ispezione amministrativa, non di un pezzo o di un’intera procedura di tipo penale
Molto di quello che abbiamo scritto nelle prime due puntate di questa nostra inchiesta sul pianeta-Gricignano sarebbe già sufficiente, a nostro avviso, in considerazioni delle omissioni molto gravi dell’ufficio tecnico nei confronti dei palmari casi di abusivismo edilizio protagoniste le famiglie criminali dei Tessitore e dei Carusone e considerato l’impegno diretto di un esponente importante della maggioranza vale a dire la consigliera comunale Antonella Oliva detta Antonietta che ha presenziato e celebrato formalmente il matrimonio civile in municipio tra una componente della famiglia Tessitore e niente popò di meno che il nipote diretto di Francesco Bidognetti che di nome fa, Vincenzo Bidognetti, con tanto di fuochi di artificio non autorizzati in coda alla stessa costituirebbero già materiale sufficiente per un’attività ispettiva di tipo amministrativo che può essere svolta solo e solamente da una commissione d’accesso, dal momento che il galoppante abusivismo edilizio dei Tessitore, dei Carusone ma anche della famiglia principale della camorra gricignanese, quella degli Autiero che, come abbiamo scritto nella seconda puntata ha fatto proprio le cose in grande alzando un palazzo con addirittura tre piani interi totalmente abusivi. Il discorso dell’abusivismo è molto serio perché queste operazioni sono state realizzate nel corso di anni durante i quali l’ufficio tecnico si è girato letteralmente dall’altra parte evidenziando un effetto che ha creato di fatto, al di la delle intenzioni una vera e propria connivenza con la commissione di reati per di più realizzati da personaggi di spicco della criminalità organizzata legata al clan dei casalesi.
Punto, si tratta di fatti oggettivi. E se poi l’imprenditore edile titolare della Moro Costruzioni s.r.l., Vincenzo Oliva, è il titolare dei lavori di uno di questi manufatti abusivi, se questo Vincenzo Oliva ci raccontano scarpa grossa e cervello fino è il papà della consigliera comunale che celebra il matrimonio tra un componente della famiglia Tessitore e il nipote di Cicciotto ‘e mezzanotte, embè un’occhiata agli uffici del comune, per quello che è successo oggi, durante questa amministrazione ma anche per quello che è successo ieri, durante le amministrazioni precedenti, la Repubblica italiana attraverso una commissione d’ accesso nominata dalla Prefettura, un’occhiata la può dare
Finito qui? Niente affatto
Nei prossimi giorni vi declineremo l’anagrafe di una impresa di Succivo che si è vista aggiudicare lavori per il rifacimento della rete idrica per un valore di circa tre milioni di euro. Questa impresa si è aggiudicata l’appalto in maniera tecnicamente regolare per cui, si ritiene, che sia totalmente in regola con la certificazione antimafia. Detto ciò, però, noi che lavoriamo su questi temi da anni e anni vi diciamo che l’attività di controllo delle autorità giudiziarie e di polizia sono state accompagnate da espedienti sempre più raffinati, intelligenti, a volte sopraffini per mettere nel mercato delle gare d’appalto aziende assolutamente in regola con le carte. Ma siccome, ripetiamo, qui non stiamo parlando di un’indagine penale, ma di un’attività di semplice controllo ispettivo finalizzate a capire se ci possono essere stati al Comune di Gricignano condizionamenti provenienti da aree della criminalità organizzata il discorso finisce per esulare anche dal titolo regolare antimafia. Bisogna spaccarsi la testa sulle visure storiche cercando di comprendere da dove arrivino queste imprese, se sono nate magari da altre imprese divenendo cessionarie di rami d’azienda; bisogna capire se e in quale misura sono cambiati i soci della stessa nel corso degli anni; bisogna capire se i soci di un tempo avevano parentele imbarazzanti o se le hanno i soci di ora. Questa è la commissione di accesso di CasertaCe; questo noi facciamo ogni giorno. La questione non attiene, e sono tre, al diritto penale ma al diritto processuale amministrativo dentro al quale abita l’istituto della nomina di una commissione di accesso
Un capitolo interessante riguarda l’ingegnere Michele Di Luise soggetto di cui ci siamo interessanti più volte in quanto lo abbiamo individuato come il principale ponte, trait d’union tra il comune di Gricignano e quello di San Marcellino. Nel primo ha operato come funzionario tecnico con un contratto ex articolo 110 del Tuel, poi ha scelto la carriera politica e da funzionario è diventato assessore ai lavori pubblici conquistando l’assunzione a tempo indeterminato al comune di San Marcellino. Di Michele Di Luise abbiamo trattato spesso anche per le sue parentele, per i suoi solidi rapporti professionali con componenti della famiglia del sindaco di San Marcellino e presidente della Provincia, Anacleto Colombiano, ma in questo caso non si tratta di fatti rilevanti
Non significa assolutamente nulla dal punto di vista della rilevanza penale il fatto che Di Luise si sia occupato della partica, magari regolarissima per carità, ma che riguardando il cambio di destinazione d’uso dell’immobile che ospita un’impresa di pompe funebri che, manco a dirlo, considerata l’attività storicamente attenzionata dai clan criminali, è intestata alla figliola di Andrea Autiero, cioè alla figliola del capo camorra di Gricignano, il cutoliano poi divenuto capo zona del clan dei casalesi, il quale dopo una 30ina di anni di carcere oggi è pressochè aa piede libero, seppur in un regime di sorveglianza speciale. Tutto regolare quella pratica o magari Di Luise ha potuto avvertire un timore una difficoltà legata al peso criminale e alla pericolosità degli Autiero?
Questo lo può stabilire solo una commissione d’ accesso.
Discorso su Di Luise che ha sempre fatto convivere complicatamente le sue funzioni pubbliche con quelle di libero professionista che ha utilizzato ad esempio su una concessione edilizia che ha fatto molto discutere a Gricignano, quella di A.D.A.
Poi c’è il discorso degli Scarano che abbiamo già affrontato in maniera abbastanza dettagliata nella vicenda della villetta comunale la cui gestione è stata attribuita ad un soggetto imprenditoriale di cui sono stati e sono titolari quelli degli oggettivi amici per la pelle di Michele Scarano, soggetto malavitoso con pesantissimi precedenti alle spalle. In questo caso preferiamo assemblare l’argomento specifico magari riassumendo contenuti già esposti qualche settimana fa con nuovi contenuti emersi in una puntata ad hoc.
