REGGIA. Domenica 1° marzo nuova manifestazione a tutela del lecci con le questioni ancora aperte…
27 Febbraio 2026 - 20:12
Caserta (pm) – Le associazioni ambientaliste, con un fronte che travalica i confini locali, si preparano a una nuova domenica di mobilitazione contro il progettato abbattimento dei lecci della Reggia di Caserta. Nonostante i rilievi tecnico-scientifici e le proposte di intervento conservativo ricevute finora, la direzione del museo non sembra intenzionata a recedere dal piano radicale già annunciato. Non intende decampare dal suo proposito. Anche la ennesima interrogazione parlamentare frattanto presentata (ci pare la quinta, se non ne abbiamo perso il conto) risulta “tamquam non esset” – come se non esistesse.
E’ in questo clima che ONDA, l’Organismo Nazionale Difesa Alberi, chiama a raccolta dai social i propri sostenitori e quelli di numerose altre realtà naturalistiche (come la Lipu, il Gruppo 31 Agosto, l’ARCI, il Grig – Gruppo di Intervento Giuridico, il sito Reggiando…e dintorni reali e molti altri ancora) per domenica 1° marzo, in occasione della giornata a ingresso gratuito al Parco Reale.

Come si legge, l’associazione non è tenera verso l’ente museale. Ma, a nostro giudizio, c’è anche un terzo convitato che andrebbe chiamato in causa. Ed è il ministro Giuli, il quale, nonostante le richieste parlamentari di chiarimenti che si sono susseguite, preferisce il silenzio della sfinge.
Dal canto suo, il D.G. Tiziana Maffei, a difesa delle sue scelte, intona puntualmente le stesse ragioni, che vanno però per fatti propri, eludendo in buona sostanza le obiezioni. Riguardo ai fondi stanziati, la direttrice nega che siano riconducibili al PNRR (circostanza che imporrebbe un’urgenza incompatibile con una revisione della progettazione). Ma, per quel poco che è dato accedere all’albo pretorio museale, abbiamo già visto, in una precedente occasione, come le somme erogate siano proprio di tale natura.

Circa l’effettiva portata dell’operazione sui lecci, la manager invita a consultare la documentazione tecnico-scientifica già resa disponibile ed a visionare le giornate di studio dedicate e pubblicate on line.
Per vero, mentre tali video li abbiamo seguiti e ci hanno colpito per l’autoreferenzialità, per la documentazione non siamo stati in grado di risalirvi. Anche i referenti dei gruppi ambientalisti a cui ci siamo rivolti per chiarimenti ci hanno dichiarato che non ne dispongono e di non avervi mai avuto accesso. Una indisponibilità evidenziata recentemente anche dalla giornalista Giuditta Pellegrino in un articolo apparso su Il Manifesto.
Non ci resta che concludere aggiornando il dato delle sottoscrizioni alla petizione “Fermiamo l’abbattimento di 750 lecci nella Reggia di Caserta”, che sono arrivate a quota 7.395. Un numero che parla da solo, a differenza del mutismo ministeriale.

