REFERENDUM. Il Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale di Caserta ne dibatte lunedì 2 marzo
27 Febbraio 2026 - 22:41
Caserta (pm) – Il Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale (MEIC) di Caserta ha organizzato, in vista della votazione del 22 e 23 marzo, il convegno sul tema “Referendum costituzionale in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare: importanza del voto”.
Ne discuteranno – lunedì 2 marzo, alle ore 16.30, presso la Sala della Biblioteca della Curia Vescovile – il dottor Raffaele Ceniccola, già Avvocato Generale della Corte di Cassazione e l’avvocato Alberto Martucci, Presidente della Camera penale del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere . A moderare l’incontro il dottor Oscar Bobbio, già Presidente del Tribunale di Torre Annunziata e socio del Gruppo. Seguirà il libero dibattito, che immaginiamo, oltre a affrontare la questione del diritto-dovere al voto, si focalizzerà sulle ragioni del SÌ e del NO. Sul rischio che, prevalendo la tentazione dello status quo per calcolo politico, si scivoli verso una Repubblica giacobina, da quella giudiziaria presente. Oppure della necessità che si affermino le ragioni riformistiche per adeguare finalmente il processo penale italiano al modello accusatorio puro, dove accusa e difesa agiscono su un piano di parità davanti a un giudice terzo ed equidistante.
Il MEIC, com’è noto, è una libera associazione composta da uomini e donne di ogni età, che operano nelle chiese locali e che si organizzano su un piano diocesano, regionale e nazionale e che si riconoscono protagonisti e destinatari dell’impegno formativo e culturale. Il movimento appartiene alla famiglia dell’Azione Cattolica Italiana, ne riconosce i principi e le norme e, in ordine alla sua specifica finalità, opera con autonomia di iniziativa. Continuando la grande tradizione del Movimento Laureati di ACI, il MEIC ne è memoria operosa e creativa.
La Chiesa ufficiale, con le sue gerarchie, non ha assunto una posizione ufficiale sul tema referendario. L’orientamento sembra essere quello di lasciare la valutazione alla libera coscienza dei cittadini. Tuttavia, da quanto leggiamo, diversi espo
nenti del clero pare non siano di questo avviso e stiano promuovendo il voto per il NO. In questi casi non ci sembra che si sia in presenza di una condotta corretta, perché se è vero che la libertà di opinione è intangibile, crediamo che essa vada contemperata con il ruolo rivestito. Ma forse, queste, sono cose d’altri tempi…
