I GUAI DELLA GUERRA. La vacanza diventa un incubo. Tre casertani bloccati in Thailandia: “Voli cancellati, siamo prigionieri. Nessuno ci aiuta”
6 Marzo 2026 - 17:19
CASERTA – Doveva essere una vacanza da sogno nel Sud-Est asiatico, si è trasformata in un incubo fatto di attese, spese extra e nessuna certezza sul rientro. Cesare Panaro, dipendente dell’ASL di Caserta, Tommaso Grandinetti e Gaetano Caprio, entrambi liberi professionisti, sono bloccati da giorni a Phuket, in Thailandia, a causa dell’escalation del conflitto in Medio Oriente che ha paralizzato il traffico aereo internazionale nella regione.
I tre casertani erano partiti circa quindici giorni fa per una vacanza, ma il loro volo di ritorno è stato cancellato, lasciandoli in una situazione di stallo insieme a centinaia di altri turisti italiani e europei. “Non riusciamo a tornare. In aeroporto ci sono tantissime persone, anche molti campani, nella nostra stessa situazione. Dobbiamo rimanere qui a nostre spese e per ora nessuna agenzia ci ha dato certezze sul rientro. Dobbiamo riprendere a lavorare e le nostre famiglie sono in ansia”, ha dichiarato Cesare Panaro, raggiunto telefonicamente.
Un’odissea collettiva
La vicenda dei tre casertani non è isolata. Le tensioni in Medio Oriente, con gli attacchi tra Iran, Israele e Stati Uniti, hanno costretto molte compagnie aeree a cancellare o ridurre i voli sulle rotte che attraversano lo spazio aereo della regione. Secondo quanto riportato dalle autorità thailandesi, tra il 28 febbraio e il 1° marzo 2026, sono stati 134 i voli cancellati negli aeroporti thailandesi, di cui 36 proprio a Phuket .
Tra le compagnie più colpite ci sono le principali vetture del Golfo come Emirates, Etihad Airways e Qatar Airways, che hanno dovuto sospendere o modificare i loro piani di volo . Una situazione che lascia migliaia di turisti in attesa, senza informazioni certe.
Dalla Campania, oltre ai tre casertani, ci sono segnalazioni di altri gruppi bloccati: quattro giovani di Meta e Piano di Sorrento hanno lanciato un appello simile, denunciando l’irreperibilità della compagnia Etihad e i prezzi “alle stelle” dei voli alternativi . E come loro, tanti altri italiani sparsi per il Sud-Est asiatico, da Bangkok alle isole .
Il nodo dei costi e l’incertezza
Il problema più immediato per i turisti bloccati è quello economico. Ogni giorno in più di permanenza significa dover sostenere spese impreviste di vitto e alloggio, senza alcuna certezza di rimborso. Le agenzie di viaggio, contattate ripetutamente, non sono ancora riuscite a garantire una data certa per il rimpatrio. Per chi aveva prenotato voli con compagnie del Golfo, la situazione è ancora più complicata. La Farnesina, attraverso l’Unità di Crisi, ha attivato le procedure di assistenza, invitando tutti i connazionali presenti nella regione a registrarsi sull’app “Viaggiare Sicuri” per ricevere aggiornamenti .
La Farnesina al lavoro: previsti voli charter
Nelle ultime ore, la Farnesina ha fatto sapere che sono in partenza nuovi voli per favorire il rimpatrio degli italiani bloccati. Si stima che siano ancora circa 8.900 i turisti italiani nei paesi del Golfo, mentre oltre 6.000 sono quelli in Thailandia e alle Maldive . Sono stati organizzati voli charter dall’Oman e dalle Maldive, ma la priorità è stata data alle zone più a rischio e ai passeggeri in condizioni di fragilità. Per chi si trova in Thailandia, la situazione è meno critica sul piano della sicurezza, ma l’incertezza sui tempi di rientro rimane totale.
L’appello: “Vogliamo solo tornare a casa”
Per Panaro, Grandinetti e Caprio, come per gli altri turisti campani bloccati, la speranza è che le istituzioni riescano a garantire un rientro rapido. “Vogliamo solo tornare a casa”, è il messaggio che arriva da Phuket. Un appello semplice, ma che racchiude giorni di ansia, disagi e la paura di essere stati dimenticati dall’altra parte del mondo.
