REGGIA. A Caserta gli attivisti del verde non hanno vita facile: il caso dei lecci come quello dell’ex-Macrico…
9 Marzo 2026 - 18:06
Caserta (pm) – Ad un certo punto ci siamo convinti che il corrispondete da Caserta della redazione RAI del TG3 Campania possa avere qualche difficoltà con le “scale di misura”, quelle che alle scuole elementari si studiano per distinguere il centimetro dal chilometro, il grammo dal chilo, il litro dalla goccia.
Il sospetto ci era già venuto quando, in un servizio al telegiornale regionale sul Macrico, del novembre dell’anno scorso, il giornalista, collegato sul posto, commentava tra l’altro: “E qui continua una sorta di guerra tra una miscroscopica frazione della popolazione di Caserta che si è riunita in un Comitato denominato Macrico Verde e l’Istituto per il Sostentamento del Clero…”. Come tutti sanno in città, del sodalizio ultraventennale nato per ispirazione di Padre Raffaele Nogaro tutto si può dire tranne che annoveri una frazione microscopica dei casertani, giacché le petizioni promosse nei decenni hanno raccolto anche oltre diecimila firme. E che anche dopo la diaspora di qualche anno fa dai contorni per molti versi opachi di alcune delle associazioni che lo compongono, queste rimangono oltre 40. Si tratta di realtà che abbracciano diverse sensibilità cittadine e che, per qualità dei membri e valori espressi, non sono seconde a nessuno.
Venerdì scorso, però, ariecco lo stesso inviato, che dal parco della Reggia affronta il tema del paventato abbattimento dei 750 lecci della via d’Acqua. Il cronista così esordisce: ” E dopo quella sull’ex Macrico, il polmone verde di Caserta di 33 ettari, questa sull’abbattimento dei lecci è un’altra polemica che tiene banco nelle discussioni cittadine soprattutto in quelle ristrette dei circoli ambientalisti”.
Ma il concetto di ristretto evocato sul tema nel servizio televisivo è tutt’altro da quello dei quattro gatti che se la cantano e se la suonano che forse immagina il giornalista.
La petizione online Fermiamo l’abbattimento di 750 lecci nella Reggia di Caserta promossa dal movimento ambientalista ha raggiunto le oltre 7.400 adesioni. Le associazioni ed i gruppi che aderiscono al comitato attivo da alcuni anni per la tutela dei lecci sono, dal canto loro, oltre trenta, sia locali, che regionali, che nazionali. Il seguitissimo e storico sito facebook “Reggiando…e dintorni reali”, che sostiene attivamente e documentatamente la causa ambientalista, supera gli 8.000 followers.
E poi c’è il capitolo delle interrogazioni parlamentari presentate sulla questione. Al momento sono 5 quelle che attendono una risposta dal ministro Giuli. Corrispondono ad altrettanti parlamentari, che evidentemente non hanno creduto di trovarsi in presenza di una fisima di sparuti ecologisti.
E’ vero che Indicia non probant – gli indizi non provano – dicevano i padri latini. Ma i nostri due ci vanno molto vicini a dimostrare che una ripassatina sulle misure di grandezza non farebbe male al Nostro.
Trovandoci in tema, annotiamo che, nello stesso servizio del TG3 Campania di venerdì, dopo i rappresentanti del movimento ambientalista, veniva intervistata anche la DG Tiziana Maffei.
La manager, interpellata sulle contestazioni circa il numero di lecci considerati molto in eccesso tra quelli destinati all’abbattimento, ha risposto: “Per chi vuole approfondire seriamente basta andare sui canali YouTube della Reggia di Caserta per vedere le presentazioni dei nostri studi e di quelli di queste associazioni [ambientaliste]…”.
UNO DEGLI STUDI PRIVATI CHE CONTRADDICONO LA DECISIONE DELLA REGGIA SUGLI ABBATTIMENTI RADICALI DEI LECCI. SI TRATTA DI QUELLO DEL CONSORZIO BENECON DIRETTO DAL PROFESSORE GAMBARDELLA


Come a dire che le posizioni contrarie al progetto della direzione museale sono viziate da scarso approfondimento e che, per rimediare, i canali YouTube rappresentino la nuova frontiera della trasparenza amministrativa. Se così fosse, c’è da chiedersi se la recente richiesta di accesso agli atti presentata da un gruppo di attivisti — riguardante il piano di abbattimento, le perizie e le convenzioni di studio con le università — verrà rigettata.
