REFERENDUM. Le riflessioni dell’ex questore Argirò sul prossimo voto, con un occhio agli italiani all’estero…
13 Marzo 2026 - 16:48
Caserta – Riceviamo e pubblichiamo le riflessioni di Natale Argirò, già Questore, che analizza con lo sguardo di chi è stato uomo delle istituzioni il mutamento degli orientamenti elettorali in vista del prossimo quesito referendario, tra tensioni interne e scenari internazionali.
LA LETTERA
“Gentilissimo Direttore, mi sono fatto queste 20 domande a proposito delle ragioni del SÌ e delle ragioni del NO, che vorrei condividere con i suoi lettori. Secondo gli ultimi sondaggi, le ragioni del NO avrebbero recuperato consensi fino a convincere il 50% degli elettori, mentre l’altro 50%.è ancora per il SÌ confermativo. Come mai, visto che solo qualche mese fa la forbice era molto ampia a favore del SÌ? Perché tanti elettori che prima erano determinati a voltare pagina in materia di giustizia, sono passati al NO? Perché costoro che mandarono al governo il centro-destra, accettandone il Programma (che, tra l’altro, prevedeva la riforma della giustizia) oggi hanno cambiato casacca tradendo le loro stesse idee? La presunta parità conseguita tra i due schieramenti è frutto di una buona opera di convincimento da parte del centro-sinistra? Oppure vi sono altre ragioni più o meno condivisibili? Quanto ha influito, ad esempio, la discesa “diretta” in campo della magistratura che per la prima volta nella storia d’Italia si è rivolta direttamente al popolo (“in nome del quale”, invece, dovrebbe limitarsi solo a giudicare)? Quanto ha pesato la “cultura del sospetto” inculcato da parte di alcuni magistrati su cosa farà poi di terribile il Governo se dovesse passare la riforma? Ma, questi magistrati non dovrebbero astenersi dal fare politica, in ossequio ai principi costituzionali? Procuratori della Repubblica e Giudici in carriera (non rappresentanti dell”Associazione) si rivolgono ormai pubblicamente agli elettori per avere il consenso a votare NO, ebbene in uno Stato democratico chi chiede consensi al popolo per una qualsivoglia ragione non ha l’obbligo di candidarsi? Allora, che anomalia è mai questa? Non è forse questo il caso in cui dovrebbe intervenire il Presidente della Repubblica per ristabilire l’equilibrio tra i Poteri dello Stato, come sancito dalla Carta costituzionale? In fondo non è già intervenuto per chiedere rispetto per il CSM? L’avvicinamento del NO al SÌ, non è forse stato dovuto anche ad un certo autolesionismo della stessa maggioranza di governo? Certe “uscite” di alcuni leaders dei Partiti di Governo sulla stampa nazionale non possono aver nociuto alle ragioni del SÌ? Un ministro dei Trasporti (che non c’entrava nulla) che ha dato solidarietà al poliziotto risultato poi più delinquente di quello ammazzato (per erronea informazione del questore che sta ancora al suo posto, mentre ha pagato per ora il solo dirigente del Commissariato), non è uno scivolone politico? Il viaggio fatto dal nostro ministro della Difesa in un Paese mentre stava per scoppiare una guerra che lo avrebbe coinvolto, non lo è altrettanto? E non lo è anche l’imbarazzo del ministro degli Esteri (colto di sorpresa) sullo scenario di guerra che coinvolge tutto il Medio Oriente, e sulla posizione da prendere nei confronti degli USA,? Tutte queste motivazioni, pur non avendo nulla a che vedere con il Referendum, non hanno forse dato l’opportunità alla opposizione di rosicchiare voti al centro-destra e quindi alle ragioni del SÌ? Infine, ancorché nulla c’entra con il Referendum, la stessa guerra in atto, con le sue conseguenze economiche e finanziarie e con i timori di un coinvolgimento diretto o indiretto del nostro Paese, può aver influito sul cambiamento di tendenza dei cittadini? Una sempre più agguerrita opposizione che imputa al Governo colpe, ad esempio per l’aumento dei prezzi dell’energia, dei carburanti e del gas. che certamente il Governo non ha, può avere attratto consensi dall’opposto schieramento a votare NO? Concludo prendendo atto che alcuni colleghi in quiescenza, iscritti all’AIRE, i quali hanno già votato in USA e in Gran Bretagna mi riferiscono di un orientamento maggioritario per il SÌ. Grazie. Natale Argirò già Questore”.
