LA DOMENICA DI DON GALEONE…

15 Marzo 2026 - 03:05

15 Marzo 2026 – IV Domenica di Quaresima (A)

L’uomo: un gigante ma cieco! (Gv 9,1)

La domenica “del cammino verso la luce della fede” Il cammino della fede è ben espresso dalle seguenti tappe: “Non credo … E’ un profeta … E’ da Dio … Credo”. Nelle catacombe romane, questo “segno” è dipinto sette volte, e sempre in riferimento al battesimo. Il segno (miracolo) descritto in questo brano è tra i più drammatici del quarto Vangelo, per il violento contrasto tra verità-menzogna, tra luce- tenebre. Il dramma consiste nella progressiva illuminazione di chi è cieco, e nel progressivo accecamento di chi si crede nella luce. Il peccato dei farisei consiste nel considerarsi “vedenti” e invece sono ciechi e guide di ciechi; il cieco rappresenta l’uomo comune, il semplice cristiano, che giudica le cose con il buon senso, senza i sofismi dei rabbini.

Il cieco guarito: il santo patrono di tutti noi Quando Shakespeare, Molière, Pirandello, leggevano questo episodio del “cieco nato”, certamente erano presi di ammirazione. Ci troviamo difatti davanti a una commedia piccola ma perfetta: un atto unico ma immortale, giocato ora sul dialogo a due, ora sulla sceneggiata corale, con episodi farseschi e improvvise aperture metafisiche. Gesù è il motore che mette e mantiene tutto in movimento! Ma anche il cieco guarito è un personaggio importante; sembra essere uscito dalla penna non di un povero evangelista ma da quella di Dante o di Tolstoj. E che dialettica dimostra! E’ coraggioso, perché difende Gesù di fronte ai suoi nemici; è dialettico, perché riesce a sbeffeggiare quei faziosi che escludono a priori il miracolo. Infine, di fronte a Gesù ritrovato, si a pre tutto alla luce della fede. Dobbiamo pregarlo questo credente della prima generazione; potrebbe essere il santo patrono di tutti noi. Non siamo tutti, chi più e chi meno, ciechi? La nostra anima con quante diottrie ci vede? E se qualcuno contraddice la nostra fede, la sappiamo difendere con la convinzione e l’eleganza di questo povero giudeo?

L’uomo: misura di tutte le cose … Sembra che Gesù provasse gusto a portare novità nella Legge di Mosè e nel riposo del Sabato. Ma era necessario, perché egli non era venuto a ripetere, ma a perfezionare la Legge. Per esempio, di Sabato, i suoi discepoli raccolgono delle spighe in un campo di grano per nutrirsi; sempre di Sabato, Gesù vede alla piscina un paralitico e gli ordina: “Alzati e cammina”; ancora di Sabato, Gesù sfida i farisei nella loro sinagoga: un uomo con la mano rattrappita viene guarito, dopo la provocatoria domanda: “E’ lecito in giorno di Sabato fare del bene o del male?”; infine, nel Vangelo di oggi, Gesù, sempre di Sabato, restituisce la vista a un cieco nato. I farisei, custodi dell’ortodossia, conclusero che Gesù violava il Sabato, che era un indemoniato. Misura di tutte le cose per loro era il Sabato. Erano ciechi, come anche forse noi, quando ci limitiamo alla burocraticità della Legge, che invece è e resta sempre funzionale e strumentale all’uomo e all’amore. BUONA VITA!