CAMORRA. Zio e nipote uccisi in un agguato. La Procura Generale chiede tre condanne e un’assoluzione
19 Marzo 2026 - 11:24
Si ritornerà in aula a marzo per la lettura del dispositivo
SANTA MARIA CAPUA VETERE – Si è tenuta ieri in Corte d’Assise d’Appello la requisitoria per il duplice omicidio di Sebastiano Caterino, detto L’Evraiuolo e Umberto De Falco, avvenuto a Santa Maria Capua Vetere il 31 ottobre 2003 nei pressi del ponte dell’ex Alifana.
Il Procuratore Generale ha chiesto la conferma della condanna a 28 anni di reclusione ciascuno per i fratelli Sandro e Agostino Moronese e per Raffaelina Nespoli. Per Corrado De Luca, imputato per lo stesso caso, il PG ha invece richiesto l’assoluzione, ritenendo infondato l’appello presentato dal pubblico ministero di primo grado.
La difesa di De Luca è seguita dall’avvocato Domenico Della Gatta. I fratelli Moronese sono difesi dagli avvocati Stellato e Raimondo.
L’ordine di uccidere Caterino, secondo la tesi della Dda, venne dato da Iovine, Zagaria, Giuseppe Caterino e Francesco Schiavone Cicciariello. Il motivo dell’assassinio, stando da quanto ricostruito dall’Antimafia, fu la costituzione di un nuovo gruppo criminale da parte di Caterino, di cui facevano parte anche De Falco e Pasquale Fava, ora pentito, che aveva iniziato a realizzare condotte estorsive senza richiedere alcuna autorizzazione al clan dei Casalesi.
Quella mattina dell’ottobre 2003, zio e nipote furono crivellati da 50 colpi di arma da fuoco, mentre erano a bordo di una Volkswagen Golf GTI. La loro vettura fu arrestata da due Alfa Romeo, una guidata da Enrico Martinelli e l’altra da i due killer Pasquale Spierto e Bruno Lanza.
Caterino morì sul colpo, il nipote Umberto, invece, è deceduto qualche ora dopo in ospedale.
