“Il cortile è mio, vi uccido tutti”. Minacce ai due fratelli dal vicino di casa
19 Marzo 2026 - 15:17
SAN FELICE A CANCELLO – Doveva essere il giorno delle prime testimonianze, invece tutto è stato rimandato. E’ finita con un rinvio l’udienza del processo che vede imputato A.D.L., 40enne di San Felice a Cancello, accusato di atti persecutori nei confronti di due vicini di casa, i fratelli C. e L. P..
L’udienza era fissata davanti alla prima sezione penale del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Il pubblico ministero, Stefania Pontillo, aveva citato due testimoni chiave: il maresciallo maggiore comandante della stazione dei Carabinieri di San Felice a Cancello e un brigadiere della Radiomobile di Maddaloni. Dovevano raccontare quanto emerso dalle indagini, iniziate dopo le denunce presentate dalle vittime nel maggio del 2023.
Ma il giudice dottoressa Iorio non era presente. E così, l’udienza è stata aggiornata. I difensori dell’imputato, gli avvocati Rosa Piscitelli e Gennaro Masiello, dovranno aspettare un’altra ascoltare le parole dei militari.
La vicenda è quella classica del conflitto di vicinato degenerato in qualcosa di molto più serio. Secondo quanto ricostruito dalla procura, D.L. avrebbe preso di mira i fratelli P. con una sfilza di minacce e molestie andate avanti per tre mesi.
Tutto ruota attorno al cortile condominiale. Un luogo che dovrebbe essere di tutti, ma che secondo l’accusa l’uomo voleva trasformare in una sua personale proprietà. La prima denuncia è del febbraio 2023. C.P. si trovava a casa dei genitori quando, secondo quanto si legge nella richiesta di rinvio a giudizio, D.L. l’avrebbe minacciata con parole pesanti e offensive, promettendo di fargliela pagare.
A maggio, invece, è il turno del fratello. Mentre stava parcheggiando la macchina vicino casa, l’imputato si sarebbe avvicinato, avrebbe aperto lo sportello dell’auto e, con gesti intimidatori, gli avrebbe detto chiaro e tondo di essersi riunito con i cugini: “Se non mi portate rispetto, vi uccido tutti. Nel cortile devo comandare solo io“.
E non sarebbe finita qui. Le denunce parlano di una persecuzione quotidiana. Ogni volta che i due fratelli incrociavano D.L. nel cortile, lui li avrebbe molestati con frasi molto dure: “A questa gente di merda gli devo tirare il cuore dal petto”, “Ve ne devo far andare via da qui”, “Dovete morire”.
