EPATITE A. 33 CASI anche nel casertano. Scatta il divieto sul consumo di frutti di mare crudi

20 Marzo 2026 - 10:52

L’impennata di casi dall’inizio del 2026

CASERTA – La Regione Campania intensifica la sorveglianza sanitaria dopo un aumento dei casi di epatite A registrati dall’inizio del 2026.

Al 18 marzo, i casi confermati in regione sono 133, con il Casertano che ne conta 33. Le autorità regionali hanno avviato controlli più rigorosi lungo tutta la filiera dei molluschi bivalvi e rafforzato le attività di prevenzione, coinvolgendo Asl, Istituto Zooprofilattico Sperimentale e la rete scientifica regionale.

L’epatite A è un’infezione del fegato che si diffonde principalmente attraverso alimenti o acqua contaminati o tramite contatto stretto con persone infette. Il virus può essere presente nelle feci già una settimana prima della comparsa dei sintomi, rendendo insidiosa la trasmissione. Chi ne è colpito può accusare febbre, stanchezza, nausea, dolori addominali, urine scure e ittero, mentre nei bambini l’infezione può passare inosservata.

Tra i principali veicoli di contagio ci sono i molluschi bivalvi – cozze, vongole e ostriche – che filtrano grandi quantità di acqua e possono accumulare particelle virali. Per questo, il consumo crudo o solo leggermente scottato rappresenta un rischio significativo. Anche frutta, verdura e frutti di bosco possono essere coinvolti se non correttamente lavati o cotti.

Le precauzioni da adottare: la regola d’oro è evitare alimenti crudi potenzialmente contaminati. I molluschi devono essere cotti in modo uniforme fino a raggiungere una temperatura adeguata, e non basta che le valve si aprano durante la cottura. È essenziale acquistare solo prodotti provenienti da rivenditori autorizzati e rispettare etichettatura e modalità di conservazione.

Frutti di bosco freschi devono essere lavati sotto acqua corrente, mentre quelli surgelati vanno portati a ebollizione per almeno due minuti prima di consumarli. Evitare di usare frutti di bosco crudi per dolci, macedonie o dessert è un’ulteriore misura di sicurezza. Altri comportamenti importanti includono: lavare le mani con attenzione, separare alimenti crudi e cotti, sanificare superfici e utensili da cucina, bere solo acqua sicura e sospendere la preparazione di cibo per altri in caso di sintomi compatibili con epatite.

Il vaccino resta, al momento, lo strumento più efficace di protezione, soprattutto per chi è stato a contatto con casi confermati o appartiene a categorie a rischio. In caso di esposizione recente, una somministrazione rapida di vaccino o immunoglobuline può prevenire l’infezione o ridurne la gravità.

Chi presenta sintomi sospetti – nausea persistente, stanchezza intensa, urine scure o pelle e occhi gialli – deve rivolgersi immediatamente al medico. Sebbene nella maggior parte dei casi la guarigione sia completa, gli adulti più anziani o chi ha problemi al fegato può vivere un decorso più complicato.