TUTTI I NOMI E LE RICHIESTE. Le terre di Sandokan e le estorsioni del fratello del boss. La procura vuole 30 anni di carcere per il figlio Ivanhoe e altri 4

21 Marzo 2026 - 11:14

SANTA MARIA CAPUA VETERE – La Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha formulato le richieste di condanna per cinque imputati nel processo con rito abbreviato che riguarda la gestione illecita di beni riconducibili alla famiglia Schiavone.

Il pubblico ministero Simona Belluccio ha chiesto 8 anni di reclusione per Antonio Schiavone e 9 anni per il nipote Ivanhoe Schiavone, rispettivamente fratello e figlio del capoclan Francesco Sandokan. Richiesta la condanna anche per Amedeo De Angelis (6 anni), Francesco Paolella (5 anni e 4 mesi) ed Emilio Graziano (4 anni).

L’indagine, condotta attraverso intercettazioni, colloqui in carcere, accertamenti patrimoniali e dichiarazioni di collaboratori di giustizia tra cui Nicola, figlio di Sandokan, ha ricostruito il sistema di gestione dei beni riconducibili al boss.

Al centro della vicenda vi è un terreno situato in località Torre Lupara a Grazzanise, intestato a un prestanome per sottrarlo a eventuali provvedimenti di sequestro. Dopo la morte di quest’ultimo, i figli avevano ereditato il bene e lo avevano affittato a terzi. Secondo l’accusa, Ivanhoe Schiavone e un complice avrebbero costretto l’affittuario, con metodi intimidatori, a rinunciare al contratto e al diritto di prelazione. L’obiettivo era favorire una vendita già concordata con soggetti individuati dagli indagati, per un prezzo di 250mila euro.

Il processo, che si celebra con rito abbreviato, passa ora alla fase conclusiva con le arringhe delle difese, che cercheranno di confutare le argomentazioni dell’Antimafia. Per tutti gli imputati vige la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.