E ti pareva! Ancora una volta Alfredo Campoli al centro della cronaca: lite e rissa con un dirigente del Gricignano e sui social parte lo scambio di accuse
23 Marzo 2026 - 13:26
I fatti si sono svolti sabato pomeriggio. Noi ne siamo venuti a conoscenza pressoché contemporaneamente, ma abbiamo deciso, in considerazione dei rapporti che questo giornale ha con il presidente del Mondragone City, di aspettare che le parti in causa mettessero nero su bianco le loro tesi. Ora aspettiamo le decisioni degli organi disciplinari della Federazione, che però dipendono anche dal fatto che l’arbitro abbia potuto vedere bene l’accaduto, rendendolo parte integrante del suo referto di gara
MONDRAGONE (G.G.) – Se abbiamo capito bene, sabato scorso, al campo sportivo di Mondragone, è successo qualcosa di particolare: Alfredo Campoli, presidente del Mondragone City e persona tutt’altro che sconosciuta alle cronache giudiziarie, ha litigato in maniera furibonda con il dirigente sportivo Nicola Cangiano della Polisportiva Gricignano durante, o ad epilogo, della partita tra le due squadre, valida per il campionato di Calcio Promozione.
Ora, la Polisportiva Gricignano asserisce che a innescare la lite sarebbero stati gli atteggiamenti di Alfredo Campoli, che successivamente avrebbe aggredito il direttore sportivo. Il variopinto Campoli non fornisce una contro-ricostruzione dettagliata, ma smentisce la tesi della Polisportiva Gricignano, che bolla come società già in passato coinvolta in situazioni del genere a causa di un’attitudine litigiosa e rissosa di questo direttore. Campoli fa anche un cognome: quello dei Pezone.
Di questa storia noi sappiamo già da sabato pomeriggio, ma siccome abbiamo il dovere, pur conoscendo profondamente chi sia, in corpo e spirito, Alfredo Campoli, pur avendo subito da lui calunnie gravissime — che abbiamo ripagato con una dura querela in contrapposizione a una sua denuncia nei confronti di chi dirige questo giornale e scrive questo articolo — il quale, con buona pace dello studio assiduo dei congiuntivi, della sintassi del periodo e di tante altre cose a cui ha dedicato la vita, si sarebbe trasformato in un estorsore, ma soprattutto in un accattone, in quanto nel 2018 avrebbe chiesto a Campoli 1000 euro — avete letto bene — sempre con buona pace dei congiuntivi, per cessare un’attività giornalistica di attacco a questo fine dicitore, finalizzata a ottenere in cambio denaro. Che poi lui stesso, come ha detto nel processo a Tiberio La Torre, avrebbe provveduto a portarmi al giornale dopo essere stato colpito da totale quanto temporanea cecità, in quanto del sottoscritto, così dichiarò al giudice, non ricordava né la faccia, né il corpo, né un qualsiasi dettaglio.
L’abbiamo scritto nella querela per calunnia quello che pensiamo di Campoli, e l’abbiamo fatto prima che la Procura di S. Maria C.V. mettesse nero su bianco, coinvolgendolo nell’indagine sul suo compare d’anello Giovanni Zannini, asserendo e sbilanciandosi sulla vita da imprenditore di Alfredo Campoli molto, ma molto di più, di quanto non abbiamo mai raccontato in tanti anni, in cui ci è apparso assolutamente incredibile, come vera quintessenza del degrado culturale e morale del nostro territorio, che uno come lui potesse svolgere attività imprenditoriali e anche funzioni pubbliche attraverso la moglie, assessora da dieci anni al Comune di Mondragone, per perentoria ed esclusiva volontà di Zannini.
Ma noi dobbiamo sforzarci di essere liberali sul serio e non a chiacchiere. Se un fatto, raccontato con due versioni differenti dalle parti in causa, è avvenuto così come è avvenuto quello appena illustrato all’interno del recinto sportivo in cui si è svolta la partita, non possiamo non partire dall’illustrazione completa delle tesi contrapposte. Fosse anche Lucifero in persona, noi avvertiremmo il dovere, da liberali, di declinarla senza se e senza ma.
Dunque, un comunicato della Polisportiva Gricignano, che pubblichiamo in calce, asserisce sostanzialmente che sia stato Alfredo Campoli, presidente del Mondragone City, ad aggredire prima verbalmente e poi fisicamente il direttore sportivo della squadra aversana.
Questi sarebbe rimasto leggermente ferito, ma non al punto da abbandonare il recinto di gioco, visto che solo successivamente, durante il match, avrebbe dovuto abbandonare la panchina dove sedeva a causa delle minacce, o presunte tali, provenienti dalla tifoseria mondragonese che, con alcuni suoi esponenti, aveva materializzato una sua rappresentanza proprio dietro la panchina. In più, la Polisportiva Gricignano denuncia altre due cose. Alfredo Campoli non avrebbe potuto essere all’interno dell’area sportiva, in quanto il suo nome non compariva — come poi lo stesso Campoli ha riconosciuto — all’interno della distinta, storico documento che ognuna delle squadre, con i suoi dirigenti, consegna all’arbitro prima della partita e prima dell’appello nominale che il direttore di gara compie all’interno dei due spogliatoi delle contendenti, controllando documento per documento.
La replica di Campoli, che era già intervenuto sulla vicenda con un post pubblicato sul suo profilo Facebook sabato, è arrivata nuovamente ieri.
Campoli, sulla questione della distinta, dice di essersi intrattenuto amichevolmente col presidente del Gricignano, sostenendo che anche questi era all’interno del recinto sportivo pur non essendo il suo nome presente in distinta. Circostanza questa smentita dalla squadra aversana, la quale ha controreplicato asserendo invece che il suo presidente era nell’area prospiciente al campo di gioco perché il suo nome era presente all’interno della distinta.
Il secondo punto denunciato dai gricignanesi riguarda la presunta sparizione di materiale tecnico, in pratica due palloni. E qui Campoli ha fatto il Campoli, replicando in modo smargiasso che, se quelli del Gricignano vogliono, lui gliene può portare un camion intero di palloni. Il presidente del Mondragone si dice fiducioso delle decisioni degli organi della giustizia sportiva. Ovviamente molto importante, aggiungiamo noi, sarà ciò che l’arbitro, il direttore di gara, scriverà nel suo referto. Non sappiamo se, quando è avvenuto il contatto tra Campoli e il direttore sportivo del Gricignano, egli fosse nei pressi e abbia potuto assistere alla scena; non sappiamo se a questa partita abbia assistito o meno un commissario di campo, che di solito la federazione invia o per valutare la prestazione dell’arbitro o nei casi in cui di mezzo c’è qualche partita “calda” già a priori. Non ci resta che attendere e intanto vi pubblichiamo prima il comunicato del Gricignano, poi la replica di Campoli.
IL COMUNICATO DELLA POLISPORTIVA GRICIGNANO:
“La Polisportiva Gricignano 1974 ritiene doveroso intervenire per smentire con fermezza le ricostruzioni false e strumentali circolate dopo la gara contro il Mondragone City. Al termine del primo tempo, il nostro direttore è stato vittima di una grave aggressione, prima verbale e poi fisica, da parte di più dirigenti della società ospitante, soprattutto dal Presidente che, tra le altre cose, non poteva essere presente in quel momento nell’area tecnica perché non in distinta. Un episodio inaccettabile, avvenuto in un contesto fino a quel momento assolutamente tranquillo. Il nostro direttore è stato costretto a difendersi ed ha riportato conseguenze fisiche evidenti che parlano da sole. Dopo il gravissimo episodio, gli animi si sono accesi ed il presidente della Polisportiva Gricignano 1974 è stato costretto ad abbandonare la panchina per garantire la propria incolumità. Ci teniamo a sottolineare il comportamento sportivo di uno dei calciatori del Mondragone City, intervenuto per difendere il nostro direttore sportivo durante l’aggressione. A fine gara, con grande dispiacere, abbiamo anche scoperto che era sparito del materiale tecnico di nostra proprietà. È inaccettabile che si tenti oggi di ribaltare la realtà dei fatti per coprire responsabilità evidenti. Respingiamo con forza ogni tentativo di mistificazione e non permetteremo che venga infangato il nome della nostra società. La Polisportiva Gricignano 1974 si è sempre distinta per correttezza e rispetto delle regole: valori che non possono essere messi in discussione da chi cerca di distorcere la verità. Confidiamo nell’intervento delle istituzioni calcistiche, presenti ieri durante il match, per fare luce sulla vicenda e per prendere opportuni provvedimenti considerando che la società in questione non è nuova ad episodi simili. Pur nella gravità dell’accaduto, invitiamo tutti ad abbassare i toni e a riportare il confronto su binari di civiltà e rispetto, auspicando che episodi del genere non si ripetano più”.
LE REPLICHE DI ALFREDO CAMPOLI:


