OSPEDALE DI CASERTA. Gli ascensori “urgenti” del Pronto Soccorso che dovevano servire durante il Covid sono stati consegnati (anzi, uno solo) “appena” 6 anni dopo

29 Marzo 2026 - 14:30

Ritardi, cambi di RUP, rinunce di imprese e modifiche progettuali hanno trasformato una priorità sanitaria in un cantiere infinito

CASERTA – Era il 31 gennaio 2020 quando il Consiglio dei Ministri dichiarava lo stato di emergenza sanitaria per il COVID-19, con la conseguente necessità di rafforzare subito gli ospedali italiani. Anche la Regione Campania interveniva con il DGRC 378/2020, il decreto che affidava agli ospedali compiti urgenti di potenziamento strutturale. Tra questi c’era il progetto per il Pronto Soccorso dell’AORN “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta, con la costruzione di due nuovi ascensori montalettighe e di un tunnel di collegamento tra gli edifici F e N, per isolare percorsi dei pazienti COVID e aumentare i posti letto di terapia intensiva.

L’incarico originario veniva affidato dall’AORN al suo Responsabile Unico del Procedimento (RUP), che nel 2021 era l’architetto Virgilio Patitucci, con l’obiettivo di gestire i lavori attraverso l’accordo quadro già esistente per servizi di ingegneria. Il gruppo incaricato era il Pool Engineering – studio Striolo Forchesato & Partners – Arethusa srl – arch. Giulia Pentella, che doveva predisporre la progettazione esecutiva del tunnel e degli ascensori.

Tutto sembrava procedere: il 22 febbraio 2022 il raggruppamento trasmetteva la versione finale del progetto, poi validata il 4 maggio 2022. Ma la storia del cantiere è già segnata da intoppi. Nel luglio 2022 il RUP cambiava: l’architetto Antonio Rocchio prendeva il posto di Patitucci, andato in pensione. Tre mesi dopo, il 30 settembre 2022, il RTP “Gruppo PSC S.p.A, Picalarga srl” rinunciava al contratto, costringendo la Direzione Generale dell’AORN e il RUP a trovare un nuovo operatore. Solo nel dicembre 2022 veniva individuata la Blackstone FD Consorzio Stabile come nuovo esecutore.

Da qui parte un’altra lunga fase: il progetto viene aggiornato nel 2023 e, a seguito di verifiche in cantiere, il tunnel tra gli edifici F e N viene stralciato perché non realizzabile senza creare disagi e rischi per l’attività sanitaria. Rimangono solo i due ascensori e alcune porte REI, per un costo finale di circa 429 mila euro.

I lavori vengono finalmente consegnati solo nel novembre 2025, e uno dei due ascensori è operativo dal 20 febbraio 2026, sei anni dopo l’inizio dell’emergenza COVID e a più di cinque anni dall’atto regionale che aveva dichiarato la priorità assoluta. A seguito dei lavori, il Direttore dei Lavori redige il SAL n. 1, e la spesa di 174.192 euro viene autorizzata per il pagamento alla ditta esecutrice.

La vicenda solleva interrogativi pesanti: un intervento concepito come urgente per la pandemia COVID, finisce parzialmente operativo sei anni dopo. Ritardi, cambi di RUP, rinunce di imprese e modifiche progettuali hanno trasformato una priorità sanitaria in un cantiere infinito.