LA DOMENICA DI DON GALEONE…

29 Marzo 2026 - 06:20

29 marzo 2026 ✶ Solennità della Domenica delle Palme (A)

PASSIO: la coalizione delle forze del male!

Arriva il tempo del silenzio, in progressione, fino al grande vuoto del Sabato Santo, quando l’altare resta spoglio, le campane mute, senza messa né alleluia. Sembra il trionfo del male! Siamo disorientati da ciò che ci succede intorno. Che sociologi e psicologi, preti e politici… smettano di accusare i genitori e la scuola, la chiesa e la società! Facciamo silenzio per non perderci nel frastuono, in attesa della gioia. Il silenzio vero: non quello guardingo, quello consigliato dal proverbio “Bocca chiusa, occhi aperti”; non il silenzio della colpa, quello di Giuda durante l’ultima cena; ma il silenzio di Maria, ai piedi della croce: “Stabat”. Senza perdere la fede nel Dio “che atterra e suscita, che affanna e consola”, che può anche toglierci una gioia, ma in cambio di una più grande e più duratura. Ha scritto Bonhoeffer, il pastore protestante, morto impiccato nel lager nazista di Flossenbürg: “Le mani di Dio sono ora mani di grazia, ora di dolore, ma sempre di amore”.

Noi porteremo nelle nostre case l’ulivo benedetto, per ricordare che la Settimana Santa riassume una straordinaria storia di sofferenze e di amore, di agonia e di gloria. Il testo fondamentale di questa storia è il racconto della Passione. Tutto il Vangelo non è altro che “la narrazione della Passione, con un’estesa introduzione” (M. Kahler). Il Vangelo non va letto come un libro ordinario di storia; non basta credere che quanto vi è narrato sia realmente accaduto; di una tale fede è degno qualunque libro serio di storia; occorre leggere il Vangelo con fede, cioè credere che quanto vi è contenuto avviene anche ora. Il Vangelo ci smaschera: chi siamo, cosa facciamo, da che parte stiamo: Erode? Pilato? Cireneo? Pietro? Giuda? Maddalena? … Gesù è sempre in agonia, ha scritto Pascal. Il Vangelo descrive come Dio “tratta” l’uomo e come l’uomo “maltratta” Dio!

Quando rileggo il lungo racconto della Passione, mi ritrovo nella Chiesa della mia infanzia, ove mi pare di riascoltare la lettura del Passio a varie voci (Gesù, il cronista, la folla). Qualche volta io stesso ho partecipato a quella lettura, terribile e stupenda! Se mai ho scritto qualcosa di bello, il meglio l’ho imparato da quelle pagine di tradimento e di sangue: Dio sentito come partecipe della nostra volgare nobiltà, l’intreccio di storia sacra e profana, la bieca ferocia redenta dal perdono, quel Gesù davvero unico nella sua solitudine maestosa, il tradimento dell’amico Giuda, la debolezza diplomatica di Pilato, il pianto meraviglioso di Pietro, lo “stabat Mater dolorosa” … Non finiremo mai di ringraziare Dio per il dono del Passio, un poema epico ed elegiaco, tutto cielo e tutto fango!

Che il Signore ci trovi vigilanti! Programmiamo attività ed orari in modo da partecipare alle funzioni della Settimana Santa, non come turisti o spettatori, ma come protagonisti e credenti. Le cerimonie sono suggestive per gli insegnamenti teologici, per la drammaticità di situazioni, per il lussureggiante simbolismo. È possibile essere toccati nel profondo da questa Sacra Tragedia. Siamo invitati a seguire il Signore dal suo ingresso festoso a Gerusalemme fino al Calvario, dove tutto muore e dove tutto risorge, e per sempre. Giovedì santo: Gesù lava i piedi, dona l’Eucaristia, celebra la prima messa. Venerdì santo: la croce, non quella lavorata in oro o cesellata con brillanti, ma quella del Crocifisso, dalla cui morte è venuta a noi la vita. Sabato santo: la veglia pasquale, la notte più sacra, la madre delle vigilie. Con le lampade accese, con l’alleluia nel cuore, andiamo incontro al Risorto! BUONA VITA