Terreni da un MILIONE di euro confiscati a Francesco Schiavone “SANDOKAN”
31 Marzo 2026 - 08:54
SANTA MARIA LA FOSSA – In accoglimento di istanza formulata dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di
Napoli, la Corte di Appello di Napoli – Ottava Sezione Penale, ha emesso ordinanza afferente alla correzione del
decreto di confisca n. 63/96, pronunciato dalla medesima Corte il 14 febbraio 1996, irrevocabile dal 27 febbraio
1997, finalizzata alla confisca definitiva di 4 terreni agricoli dell’estensione di circa 15 ettari, parte integrante
dell’azienda agricola denominata “Tenuta Ferrandelle” sita a Santa Maria la Fossa, in danno di
SCHIAVONE Francesco, classe ’54, detto “Sandokan”.
Le complesse investigazioni economico-patrimoniali, svolte dalla Sezione Misure di Prevenzione del Gruppo
Tutela Economia del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Caserta, hanno
permesso di rilevare l’esatta estensione ed individuazione delle particelle catastali sfuggite, attraverso il
frazionamento di particelle catastali, all’originario decreto di sequestro di prevenzione nei confronti del predetto
SCHIAVONE – avvenuto nell’anno 1996 – così permettendo di “preservare” dall’applicazione della confisca,
parte dei terreni della “Tenuta Ferrandelle”, poi assegnata alla società consortile AGRORINASCE, attuale
affidataria dei beni, ente che si prefigge lo scopo di intraprendere iniziative concrete per la realizzazione di
progetti tesi al recupero e alla valorizzazione di beni confiscati alla camorra.
Con l’attività svolta sono stati restituiti alla collettività oltre 15 dei 56 ettari di terreno riconducibili al capo clan
SCHIAVONE Francesco, detto “Sandokan”, così permettendo di sottoporre a confisca definitiva 4 terreni
agricoli siti in Santa Maria la Fossa, del valore complessivo stimato di oltre 1 milione di euro.
L’attività in esame testimonia il costante impegno della Guardia di Finanza nel contrasto alla criminalità
organizzata, anche dal punto di vista economico-finanziario, al fine di aggredire i patrimoni illecitamente
accumulati dalle consorterie criminali e di permettere di sottrarre risorse ai traffici illeciti da destinare al servizio
della collettività.
