TRANS & MAGIA NERA. La polizia rivela in aula: “Macumbe e sangue di animali contro le gravidanze”

2 Aprile 2026 - 16:07

Alla base dell’indagine, le denunce delle prostitute

CASTEL VOLTURNO – Nel corso del processo che vede coinvolte 11 persone transgender brasiliane accusate di sfruttamento della prostituzione, tratta di esseri umani e riduzione in schiavitù, riemergono nuovamente le circostanze inquietanti legate a pratiche di magia nera utilizzate come strumento di intimidazione.

Davanti alla Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere, presieduta da Marcella Suma con a latere Luciana Crisci, tre poliziotti della questura di Caserta hanno raccontato il lavoro svolto durante le indagini, avviate a seguito delle denunce presentate da alcune prostitute transgender.

L’assistente capo Giuseppe Ragozzino ha descritto il contenuto di conversazioni estratte dai telefoni sequestrati a una delle imputate, Pamela. Dai messaggi audio è emerso il ruolo di Daniele D’Isanto, autista incaricato di accompagnare le ragazze. Alcune conversazioni facevano riferimento a pietre laviche necessarie per un rituale di macumba volto a impedire una gravidanza. Ragozzino ha spiegato che i cellulari contenevano anche fotografie documentanti le pratiche: sangue di animali, galline sgozzate e teste di statue.

L’assistente capo Franco Aldegheri ha spiegato che l’indagine è partita da una denuncia raccolta dai colleghi di Castel Volturno, relativa allo sfruttamento della prostituzione e alla riduzione in schiavitù. I primi accertamenti riguardavano gli indirizzi segnalati come luoghi di prostituzione, con sopralluoghi accompagnati dalla denunciante per verificare la presenza di attività sospette.

L’ispettore Costantino Di Nisio ha confermato che l’indagine, coordinata dal funzionario Vito Esposito, si è sviluppata su più livelli e ha portato alla scoperta dei riti di magia nera. In un giardino sono stati rinvenuti oggetti rituali, tra cui teste di statue e frutti marci, che secondo la tradizione brasiliana simboleggiano malefici e sventure.

Le testimonianze hanno delineato un gruppo criminale ben organizzato, con una struttura transnazionale in grado di gestire il mercato della prostituzione transgender tra Brasile e Italia. Le vittime venivano reclutate in Brasile, ottenuta la documentazione necessaria all’espatrio e il biglietto aereo, e poi trasportate in Italia, dove venivano sottoposte a coercizione e riti magici per costringerle a prostituirsi.

L’indagine della squadra mobile di Caserta, coordinata dai sostituti procuratori Monica Campese e Valentina Sincero della Dda di Napoli, ha permesso di identificare i membri del gruppo e di ricostruire il loro modus operandi.

Tra gli imputati figurano: Pamela (alias Ricardo José Santos De Silva), Tamara (Rafael Nunes Ds Conceicao), Anderson Lima De Jesus, Julia Matos Machado, Elen (Paulo Rogiero Carneiri Da Silva), Marcela (Louis Lazaro Barbosa), Paula (Paulo Henrique Alves De Lims), Fatima Jussara Neve Benfica, Luna Vodianova (Jonathas De Albuquerque), Daniel (Daniele D’Isanto) e Suzuki (Maniche Harley Landrioll).