CASAL DI PRINCIPE, 4 associazioni di Volontariato (I NOMI) non sono gradite all’amministrazione. Snobbata la costituzione della consulta, via libera solo a forme individuali di solidarietà

21 Aprile 2026 - 16:43

La protesta di questi enti dopo che l’altra sera, all’ordine del giorno del consiglio comunale, era stato posto solo il punto sul volontariato individuale: “non riconosciuto il lavoro svolto da anni sul territorio” IN CALCE ALL’ARTICOLO IL COMUNICATO DELLE 4 ASSOCIAZIONI

CASAL DI PRINCIPE – A Casal di Principe si riaccende il confronto tra associazioni e Amministrazione comunale sul futuro del volontariato e sul ruolo del Terzo Settore. Una discussione che si inserisce in un contesto già segnato da mesi di interlocuzioni senza esito e che, nelle ultime ore, ha registrato un ulteriore elemento di criticità: il Consiglio comunale convocato per discutere il regolamento sul volontariato individuale non si è tenuto per mancanza del numero legale, dovuta all’assenza di consiglieri di maggioranza.

Al centro del dibattito tra le associazioni vi è il regolamento per la disciplina dell’Albo comunale del volontariato individuale, strumento che mira a organizzare la partecipazione dei singoli cittadini alle attività di interesse pubblico, prevedendo iscrizione, requisiti, diritti e doveri, nonché forme di collaborazione con l’Ente. Un modello che, nelle intenzioni, valorizza il contributo individuale ma che, secondo diverse associazioni del territorio, rischia di non tenere conto della rete già esistente e strutturata del volontariato organizzato.

Ed è proprio da qui che nasce la presa di posizione di alcune realtà associative locali. Già nel 2024, infatti, le varie associazioni più attive del territorio avevano avviato un percorso condiviso per la costituzione di una Consulta del Terzo Settore, un organismo ufficiale di coordinamento e confronto con l’Amministrazione comunale.

La proposta, supportata anche da una bozza di regolamento già elaborata, puntava a creare una rete più coesa, capace di evitare sovrapposizioni, migliorare la comunicazione tra le associazioni e garantire una programmazione condivisa delle attività sul territorio. Un’impostazione coerente con quanto previsto dal Codice del Terzo Settore (d.lgs. n. 117/2017), che promuove il coinvolgimento attivo degli enti attraverso strumenti di co-programmazione e co-progettazione.

Nonostante incontri e interlocuzioni avvenute nel corso del 2025, la proposta della Consulta non ha però trovato attuazione. Al contrario, l’attenzione dell’Amministrazione si è concentrata sul regolamento del volontariato individuale, scelta che ha sollevato perplessità tra le associazioni, che lamentano una mancata condivisione e un’assenza di riconoscimento del lavoro svolto quotidianamente sul territorio.

In questo contesto si inserisce il comunicato congiunto diffuso da alcune associazioni, che esprimono rammarico per la direzione intrapresa e chiedono un maggiore coinvolgimento del Terzo Settore nei processi decisionali.

La vicenda, dunque, va oltre il piano tecnico dei regolamenti e apre una questione più ampia: quale ruolo deve avere il volontariato organizzato nella costruzione delle politiche locali? E, soprattutto, quale modello di partecipazione intende adottare l’Amministrazione comunale?

Di seguito il comunicato congiunto delle associazioni :

Le associazioni di volontariato CasaleLab, Fenice – Crea non distruggere, Kairos e Together esprimono profondo rammarico e mancata condivisione per quanto avrebbe dovuto essere discusso – stante l’odg – in Consiglio Comunale a Casal di Principe, in merito al regolamento per la disciplina dell’Albo comunale del volontariato individuale.

Premesso che l’attività di volontariato è sempre lodevole e condivisibile, e che crediamo fermamente che tutte le Amministrazioni comunali debbano incentivarne ogni forma e diramazione, in questa sede vogliamo esprimere disappunto.

Già a fine 2024, le scriventi associazioni, insieme ad altre organizzazioni e realtà del territorio, avevano proposto l’approvazione di un Regolamento per la Consulta del Terzo Settore.

Attraverso tale strumento, tutte le entità territoriali – dalle associazioni alle parrocchie, al Forum Giovanile comunale (organo di questa Amministrazione, mai costituito), alle istituzioni scolastiche – avrebbero potuto dar vita a una fitta rete di rapporti sociali e civici, garantendo continuità e stabilità a chi intende impegnarsi nel volontariato.

A ciò si aggiunge la natura dubbia del regolamento del singolo volontario e si auspica un confronto con le realtà territoriali che da anni si impegnano nel mondo del terzo settore.

Ad oggi, purtroppo, nonostante i continui incontri con l’Amministrazione comunale già nella primavera del 2025, la Consulta rimane lettera morta. Scopriamo stasera che, invece, viene portato all’attenzione del Consiglio Comunale un regolamento che disciplina solo l’attività del volontario individuale, senza riconoscere né dare voce a tutte quelle realtà territoriali che, giorno dopo giorno, colmano lacune e rispondono alle esigenze della comunità.

Ciò dimostra l’assenza di un indirizzo politico chiaro da parte di questa Amministrazione comunale, che non dà voce alle realtà del Terzo Settore. A questo si aggiunge un ulteriore elemento: la richiesta delle scriventi associazioni di riconoscergli uno spazio per svolgere le proprie attività. Riguardo la Casa delle Associazioni, nonostante l’avviso pubblico avviato nel luglio 2025, la procedura resta lettera morta. L’Amministrazione non risponde né dà riscontro alle continue richieste e solleciti delle organizzazioni che dovrebbero esserne assegnatarie, creando incertezza nella regolarità della procedura amministrativa.