TUTTI I NOMI. Direttori degli ospedali e dell’ASL nei guai. Prendono stipendio e pensione e si fregano quasi 900 MILA EURO

22 Aprile 2026 - 13:30

CASERTA – La Guardia di Finanza di Napoli, guidata dal Tenente Colonnello Giuseppe Evangelista del Comando Provinciale, ha notificato quattro inviti a presentare deduzioni ad altrettanti ex direttori generali di aziende sanitarie della Campania, nominati dall’allora presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca. Il provvedimento è stato emesso dalla Procura regionale per la Campania della Corte dei conti.

Secondo quanto accertato, i quattro dirigenti sarebbero andati in pensione in anticipo rispetto alla scadenza naturale del loro incarico. Dopo il collocamento in quiescenza, avrebbero però continuato a percepire la retribuzione legata all’incarico fino al termine del mandato, cumulandola con il trattamento pensionistico.

La normativa richiamata dagli inquirenti è l’articolo 5, comma 9, del decreto-legge n. 95 del 2012. La norma vieta di affidare incarichi dirigenziali o direttivi a persone già in pensione, a meno che l’incarico non venga svolto a titolo gratuito.

Le indagini hanno riguardato il periodo compreso tra il 2022 e il 2025. I finanzieri hanno ricostruito le posizioni lavorative e i compensi percepiti dai quattro dirigenti dal momento della pensione fino alla fine del loro incarico. È emerso che, al momento della nomina, ciascuno di loro si era impegnato a comunicare tempestivamente ogni cambiamento della propria posizione, inclusi eventuali casi di incompatibilità. Tuttavia, nessuno avrebbe segnalato il proprio mutamento di status alla Direzione generale per la tutela della salute della Regione Campania.

Tre degli ex direttori generali, dopo essere andati in pensione, avrebbero inizialmente sospeso il pagamento dello stipendio dirigenziale. Successivamente, alla scadenza del mandato, lo avrebbero riattribuito a se stessi, comprendendo anche gli arretrati, senza darne comunicazione alla Regione.

Il danno erariale complessivo contestato ai quattro dirigenti ammonta a 880.988 euro. Ciascuno dovrà rispondere per la propria quota. I destinatari dei provvedimenti sono: Giuseppe Longo, già direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli, per un danno di 171mila euro; Renato Pizzuti, già direttore generale dell’Azienda Ospedaliera San Giuseppe Moscati di Avellino, per un danno di oltre 382mila euro; Attilio Antonio Montano Bianchi, già direttore generale dell’Irccs Fondazione Pascale di Napoli, per un danno di quasi 134mila euro; Vincenzo D’Amato, già direttore generale dell’Ospedale universitario San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona di Salerno, per un danno di oltre 193mila euro.

I provvedimenti sono stati adottati ai sensi dell’articolo 67 del Codice della giustizia contabile. Gli interessati hanno 45 giorni di tempo per presentare memorie difensive e documenti. Nello stesso termine possono accedere agli atti dell’istruttoria e chiedere di essere ascoltati personalmente dal pubblico ministero contabile. Si precisa che il procedimento si trova nella fase preliminare e che i destinatari dei provvedimenti sono presunti innocenti fino a una eventuale pronuncia definitiva.