L’ASI E’ UN LUNAPARK fino all’ultimo giorno. Per bloccare la sua sostituzione, la Pignetti va anche al Consiglio di Stato che ha già respinto il ricorso urgente
2 Maggio 2026 - 13:40
Incarico esterno ovviamente ad un avvocato, già remunerato in passato dalle casse intercomunali. Ma il 21 maggio, quando il Consiglio di Stato si pronuncerà collegialmente, il ricorso sarà respinto. Ora non sappiamo se il commissario regionale vorrà già convocare l’assemblea per l’elezione del comitato e del presidente o, per eccesso di zelo, aspetterà la risposta della massima giurisdizione amministrativa
CASERTA – L’avvocato Federico Dinelli potrebbe passare alla storia – poco gloriosa – del Consorzio ASI come l’ultimo di una lunghissima sfilza di professionisti esterni nei 12 anni della presidenza Raffaela Pignetti, come incaricato e ricettore di un pagamento che si sviluppa con i canoni degli imprenditori che pagano il fitto nelle aree consortili.
Non è improbabile – e la forma è dubitativa, dato che l’ASI ha vìolato tutte le norme del mondo sulla trasparenza degli atti amministrativi – che quest’ultimo incarico a favore di Dinelli sia arrivato a seguito di un decreto monocratico della presidente Pignetti o che sia legato ad una delibera precedente, coperta con il voto del comitato direttivo.
Questo non si sa. Ma sappiamo che è lui l’avvocato che ha inoltrato al Tar gli atti della regione Campania che avevano nominato il commissario ad acta, con il compito di cancellare dal’organo assembleare ASI quelli che abbiamo definito i due UFO – la Fondazione ASICe e il consorzio siciliano Coplus – infilati dentro dalla presidente Pignetti, in modo da crearsi una rendita di posizione che le permettesse comunque di restare all’interno del Consorzio anche alla scadenza del suo mandato.
Quel ricorso è vissuto su una prima fase in cui il Tar Campania non aveva molti elementi di decisione e dunque, essendo stato investito della sua funzione cautelare, espressa in maniera monocratica da un presidente di sezione, ha portato ad un accoglimento molto provvisorio che andava a sospendere per qualche settimana gli effetti del decreto regionale.
Da parte nostra, era stato molto facile prevedere che, nel momento in cui la Regione sarebbe entrata nel processo che avrebbe dovuto decidere sulla sospensiva del decreto firmato dal presidente Roberto Fico, il Tar avrebbe dato torto alla Pignetti, come è avvenuto, visto che l’atto si basava su norme molto precise presenti nella legge regionale dedicata ai consorzi intercomunali ASI, trovando la propria conseguenza negli statuti consortili e, nel caso di specie, di quello dell’ASI Caserta.
Quando il Tar ha respinto la richiesta di sospensiva, la Regione ha provveduto a rinominare, pressoché immediatamente, il commissario ad acta. Ora, quelle che hanno separato la pubblicazione del dispositivo del Tar dall’arrivo fisico del commissario Alfonso Bonavita nella sede di Caserta che andrebbero studiate bene, perché, proprio in queste ore, l’avvocato Dinelli è riuscito comunque a presentare un ricorso, in nome e per conto di Raffaela Pignetti, presidente pro tempore dell’ASI, al Consiglio di Stato, finalizzato ad impugnare il diniego del Tar sulla sospensiva del decreto della regione.
Dinelli, dunque, ha lavorato sempre in forza di un mandato dell’ASI Caserta, evidentemente remunerato con i fondi dell’ASI, munifico con questo professionista viterbese che, solo qualche tempo fa, aveva ricevuto un altro incarico da 18 mila euro per il supporto legale nella controversa gara da 5 milioni di euro per la rete fognaria del distretto Aversa Nord – CLICCA E LEGGI.
Curiosa la decisione di chiedere anche al Consiglio di Stato la sospensione della decisione del Tar, in inaudita altera parte, per evitare un danno ritenuto irreparabile a Raffaela Pignetti.
Curiosa perché se in primo grado, se davanti al Tar, un attore cerca di bloccare gli effetti di un atto amministrativo erogato da un ente pubblico, elettivo o meno, davanti al Consiglio di Stato si va per chiedere con la formula estrema del verdetto monocratico di sconfessare totalmente un verdetto del Tar.
Ora, se ciò è possibile ed è successo tante volte nella fase non monocratiche, nella fase in cui è un collegio intero del Consiglio di Stato a pronunciarsi, è difficile che ciò accada – anche per bonton istituzionale – che avvenga in giudizio monocratico.
Non a caso, come potete leggere nel documento in calce, il Consiglio di Stato ha respinto al sospensiva in seduta monocratica, fissando l’udienza che deciderà sulla sospensiva della… sospensiva del Tar (scusate, il gioco di parole, ma la procedura amministrativa questa è) che, in questo modo, dovrebbe bloccare la decisione della regione Campania che ha individuato nel dirigente Alfonso Bonavita prima il commissario ad acta per rimuovere le scorie dei due UFO – il consorzio Coplus e ASICe Fondazione (CLICCA PER CAPIRE COSA E’ SUCCESSO E DA DOVE VENGONO) – e automaticamente per sospendere anche gli effetti della successiva nomina dello stesso Bonavita a commissario dell’intera ASI Caserta, incaricato per convocare il Consiglio generale per eleggere presidente e comitato direttivo rinnovati.
Il tentativo della Pignetti è quello di presiedere lei la seduta dell’aCssemblea, in modo da governarne i tempi. Ma anche in questo caso, un presidente stra-scaduto, sia in termini ordinari, sia per ogni tipo di proroga, ben difficilmente potrebbe guidare i lavori del Consiglio generale. Avrebbe più senso, in termini giuridici e logici, che a presiedere la seduta sia il consigliere più anziano.
Questi sono ragionamenti speculativi, senza importanza concreta. Ciò perché il prossimo 21 maggio, data scelta dal Consiglio di Stato per la decisione collegiale sulla richiesta della sospensiva della sospensiva del Tar avanzata dalla Pignetti, respingerà la posizione di quest’ultima, come il Tar ha fatto in primo grado.
