AGGRESSIONE IN STAZIONE A CASERTA. Studentessa presa per i capelli nel sottopassaggio: “Nessuno mi ha aiutata”. Finisce in ospedale con un trauma cranico
30 Maggio 2026 - 18:24
CASERTA – Un’aggressione improvvisa, nel pieno dell’ora di punta, davanti a decine di persone che, però, sarebbero rimaste a guardare senza intervenire. È il racconto di una studentessa universitaria che venerdì mattina, intorno alle 7.40, è stata vittima di un episodio di violenza all’interno della stazione ferroviaria di Caserta.
La giovane stava scendendo le scale dal binario 6 per raggiungere il binario 1 e prendere l’autobus diretto all’università, dove avrebbe dovuto sostenere un esame. Mentre era al telefono, all’angolo tra le scale e il sottopassaggio avrebbe incrociato una coppia composta da un ragazzo e una ragazza.
Secondo la sua ricostruzione, la ragazza l’avrebbe improvvisamente aggredita, afferrandola per i capelli e strattonandola con forza. Il ragazzo, invece, sarebbe rimasto qualche gradino più su. «Non so se le abbia detto “oh basta, muoviti”, come per farla andare via, oppure se sia stato lui stesso a staccarla da me», racconta la studentessa.
L’episodio sarebbe avvenuto in una stazione affollata di pendolari. Eppure, riferisce la giovane, nessuno sarebbe intervenuto per fermare l’aggressione o per prestarle soccorso immediato. «Mi vedevano piangere. Solo una signora, da lontano, mi ha chiesto se mi avesse fatto male», racconta ancora.
Sotto shock, la studentessa ha cercato soltanto di allontanarsi dal luogo dell’aggressione. «Mi toccavo i capelli e continuavano a cadere ciocche. Avevo un dolore fortissimo alla testa, soprattutto nel punto in cui mi erano stati strappati».
Poco dopo, dalle scale sarebbero scesi due agenti di polizia. «Ho detto loro, impaurita, che una ragazza mi aveva tirato i capelli. Mi hanno chiesto come stessi e io ho risposto che stavo bene, perché in quel momento volevo soltanto andare via». La giovane non sa se gli agenti siano arrivati dopo aver sentito le urla o per altri motivi.
Disorientata, è stata poi aiutata da un passante a ritrovare l’uscita verso il terminal degli autobus del binario 1.
Nel pomeriggio è tornata in stazione insieme ai genitori per formalizzare una denuncia presso la Polizia Ferroviaria. In quell’occasione, riferisce, le sarebbe stato spiegato che proprio nel tratto del sottopassaggio dove si è verificata l’aggressione non sarebbero presenti telecamere di videosorveglianza.
Nel frattempo, però, le sue condizioni fisiche erano peggiorate. Accompagnata in ospedale, è stata sottoposta ad accertamenti diagnostici, tra cui una Tac. I medici hanno riscontrato un trauma cranico.
Oggi la giovane lancia un appello affinché vengano rafforzati i controlli e i sistemi di videosorveglianza. «Sono stata fortunata, perché sarebbe potuto accadere qualcosa di molto più grave. Mi auguro che ciò che è successo a me non succeda ad altre persone».
