L’assessore Francesco Petrella ”al servizio” dell’impresa dei fratelli di Michele Zagaria e dei Capaldo. Tutte le manovre su S. MARIA C.V. per gli affidamenti. Il subappalto a Giovanni Campochiaro
2 Giugno 2026 - 19:35
Dagli atti dell’indagine risulta che l’unica cosa che non si riuscì a fare fu quella dell’appalto principale per la raccolta dei rifiuti solidi urbani a causa della mancanza di un requisito da parte di Isvec
SANTA MARIA CAPUA VETERE (g.g.) La Isvec aveva diversi interlocutori politici che agivano in favore dei suoi interessi all’interno delle istituzioni della rappresentanza che gestiscono tanti soldi pubblici per erogare i vari servizi riguardanti la gestione e il trattamento dei rifiuti. Secondo quello che abbiamo letto nell’ordinanza che ha portato all’arresto dei fratelli del boss, Michele Zagaria, del loro rappresentante diretto, Alfonso Ottimo, del faccendiere sammaritano Franco Lombardi e del legale rappresentante della società appena nominata Ivano Balestriere, questo ruolo di grande promotore di Isvec l’avrebbe interpretato soprattutto il consigliere regionale Giovanni Zannini
Ma dove non poteva arrivare Zannini l’impresa di camorra cercava e arruolava altri interlocutori. Tra Santa Maria Capua Vetere e dintorni, ad esempio, c’era Francesco Petrella il quale si rapportava direttamente ad Alfonso Ottimo e dunque indirettamente alla famiglia di Zagaria come abbiamo visto anche rispetto al suo posizionamento elettorale nelle regionali del 20 settembre 2020 quando il Petrella al tempo assessore comunale, riteniamo con delega all’ambiente e quindi anche ai rifiuti, sposò in pieno la causa di Caterina Sagliano attorno alla quale Alfonso Ottimo e probabilmente anche gli Zagaria e i Capaldo si strinsero allo scopo di farla eleggere in consiglio regionale in un’operazione che non riuscì solo per poco dato che la Sagliano arrivò a soli 800 voti di distanza dell’eletta Maria Luigia Iodice, peraltro da pochi giorni divenuta sindaco di Marcianise. Petrella sponsorizzava la Isvec. Ma non riuscì a farle ottenere l’appalto principale, quello per la raccolta e il primo smaltimento dei rifiuti solidi urbani nella città di Santa Maria Capua Vetere. Ci provò ma il mancato possesso di un requisito importante da parte di Isvec fece saltare il piano
Sempre secondo quello che risulta dall’attenta meticolosa attività d’indagine, svolta dalla Dda nel periodo a cavallo delle elezioni regionali del 2020 il mondo Isvec fu ristorato a Santa Maria Capua Vetere con altri affidamenti Scriviamo mondo Isvec in quanto gli interessi del presunto gruppo criminale imperniato sulla figura di Alfonso Ottimo, plenipotenziario degli Zagaria-Capaldo aveva altre carte da giocare, utilizzava altre società per segmenti diversi nella raccolta e lo stoccaggio di rifiuti speciali, peculiari. In effetti, Isvec non scompare perché il 18 agosto del 2020 il Comune di Santa Maria Capua Vetere affida proprio alla Isvec l’esecuzione di un lavoro di rimozione di amianto in via Murata. E qui salta fuori un altro personaggio noto della politica sammaritana che fino a questo punto della nostra lunga narrazione della fittissima attività svolta da questa azienda e da chi nella stessa rappresentava gli interessi del clan dei casalesi è stato latente in quanto sin dal momento degli arresti e del coinvolgimento nell’operazione della Dda di Franco Lombardi, noi che un po’ di storia del territorio sammaritano la conosciamo abbiamo immediatamente associato il pensiero alla figura di Giovanni Campochiaro già vice sindaco di Santa Maria Capua Vetere ai tempi dell’ amministrazione capitanata da Enzo Iodice e successivamente ancora attivo nei processi di definizione delle politiche cittadine soprattutto per quel che riguarda l’ambiente e i rifiuti.
Franco Lombardi non era sconosciuto alla nostra memoria professionale. L’avevamo incrociato di striscio in passato e sempre come, in un certo modo, allievo di Giovanni Campochiaro.
Per cui quando abbiamo letto che la Isvec nell’agosto del 2018 passa l’affidamento relativo all’amianto di via Murata alla società Everpower società della famiglia Campochiaro, non ci ha stupito affatto
Abbiamo pensato: tutto torna. Ma Petrella, in quel periodo in cui svolgeva la funzione di assessore comunale si è mosso come un vero caterpillar in favore della galassia Zagaria-Capaldo-Ottimo-Lombardi che, insieme all’altro imprenditore, Pietro Mangia, loro partner abituale ha lanciato la società Logeco. Su Logeco si è puntato per ottenere l’affidamento riguardante lo smaltimento degli olii esausti, su Logeco si era puntato per la ricca operazione riguardante il trattamento della frazione umida dei rifiuti: 200 euro a tonnellata per 300 tonnellate al mese per un importo di 60mila euro che moltiplicato per 24 mesi periodo di validità del contratto fa 1milione 4oomila euro. Anche in questo caso com’era già successo per l’ipotesi dell’impianto dei rifiuti in area ex Siemens (CLICCA E LEGGI) Franco Lombardi si fa intercettare e dice che l’importo dovrà essere diviso per 4 tra lui, Alfonso Ottimo, e i fratelli Ivano e Cristina Balestriere che mettevano a disposizione il know how aziendale e ciò, secondo i magistrati della Dda si coniuga perfettamente su quello che ha raccontato il collaboratore di giustizia Francesco Zagaria, detto Ciccio ‘e Brezza sulle connessioni tra la famiglia di Michele Capastorta, Alfonso Ottimo e Franco Lombardi con Ivano Balestriere relegato ad una funzione tecnica di prestanome puro ma comunque in diritto di riparto. Tutto questo sarebbe stato orchestrato da Francesco Petrella che nella vicenda dell’affidamento dell’attività di rimozione dell’amianto avrebbe utilizzato i servigi del dipendente comunale Ciarmiello. Una riflessione è d’obbligo: un assessore non determina, non mette le mani dentro ai procedimenti amministrativi realizzati attraverso gare d’appalto. Sono i dirigenti a farlo. Ma se la Dda scrive, come effettivamente scrive in questi atti di indagine, che le gare sarebbero state fatte proforma, ciò significa che nella divisione lottizzatoria di una giunta comunale, viene stipulato tra tutte le componenti che la formano un accordo di potere che consente all’assessore di imbrogliare di condizionare i procedimenti amministrativi, le gare di appalto, violando, in questa maniera, patentemente il codice penale. E come se si trattasse di un fatto normale: ci spartiamo il potere: tu fai gli inciarmi nel tuo settore e io non ti disturbo e tu non disturbi me mentre io faccio gli inciarmi con le mie deleghe.
Leggendo gli atti giudiziari e apprendendo che Petrella poteva far si che ai suoi amici Ottimo, Lombardi e compagnia finissero facilmente per sua disposizione, lucrosi affidamenti, è proprio questa l’evidenza sconfortante che si manifesta in maniera palmare gettando un’ombra su tutta la gestione amministrativa del comune di SMCV negli ultimi 7/ 8 anni. Poi a un certo punto Petrella ha litigato con il sindaco Antonio Mirra, a questo punto cercheremo di capire il perché, di capire se le ragioni del primo cittadino fossero legate a queste pretese di Petrella che però Mirra non poteva non aver registrato, non aver appreso mentre si sviluppavano. Non è riuscito a far avere a Isvec l’appalto principale, ma su tutto il resto gli obiettivi erano realizzati con agevoli modalità
