IL RACCONTO. Il commerciante di profumi di via Diaz ad AVERSA: “Così mi hanno aggredito. Era una spedizione punitiva”
8 Giugno 2026 - 16:42
Nonostante lo shock, l’imprenditore ha accettato di rispondere con grande cortesia alle domande di CasertaCe
AVERSA (fede.borr.) – L’anno scolastico è ormai volto al termine ed è arrivato il momento, per i più giovani, di godersi l’estate.
Le strade si riempiono di ragazzi che, in sella alle loro biciclette o ai monopattini di ultima generazione, si ritrovano nelle piazze della città. Raduni allegri che riempiono i pomeriggi, talvolta interminabili, di chi ha la fortuna di vivere appieno i tre mesi della bella stagione.
Non è raro, dunque, che nelle vie dedicate allo shopping si intrecciano le voci di chi passeggia tra i negozi, impegnato a fare compere, e quelle dei ragazzi in cerca di svago. È accaduto anche lo scorso sabato pomeriggio, nel cuore di Aversa, in via Diaz, l’arteria che conduce a Piazza Vittorio Emanuele, lì dove si staglia la caratteristica fontana, il più delle volte ostaggio di incivili e abbandonata all’incuria di chi dovrebbe occuparsene. Superato quel monumento, si prosegue verso l’altrettanto affollata via Roma.
Ma soffermiamoci su via Diaz. Quel sabato pomeriggio, un gruppo di ragazzini, tra italiani e stranieri, sta trascorrendo il tempo sui propri mezzi. A un certo punto, però, invece di limitarsi a sfrecciare sulla carreggiata, hanno iniziato a occupare anche i marciapiedi, tra residenti e passanti carichi di buste della spesa.
Si sentono schiamazzi, qualche protesta, delle lamentele. È in quel momento che Gianni Ciccardo, titolare della storica Profumeria Mangiacapre di via Diaz, decide di intervenire.
Lo fa con toni pacati ma decisi. Del resto, quei ragazzi avrebbero potuto essere suoi figli o suoi nipoti. Chiede semplicemente di fare attenzione, di non intralciare chi passeggia sul marciapiede e di continuare a divertirsi nel rispetto degli altri. Fine della storia. O almeno così sembra.
Raggiunto da CasertaCe al telefono, Ciccardo ci ha detto: “Dopo pochi minuti ho visto arrivare sulla soglia del mio negozio due persone di origine nordafricana. Poi se ne sono aggiunte altre, tre, quattro, cinque, sei. Ho perso il conto. Si sono presentati come zii di uno dei ragazzini che avevo richiamato poc’anzi. Mi hanno accerchiato e hanno iniziato a colpirmi con pugni al volto” riferisce il commerciante. Durante l’aggressione, l’uomo ha riportato anche una ferita a un dito provocata da un’arma da taglio.
La violenza richiama fortunatamente l’attenzione dei commercianti della zona, colleghi di Ciccardo, che intervengono immediatamente per fermare l’aggressione. Sul posto vengono allertati un’ambulanza del 118 e i carabinieri della locale stazione. Ciccardo viene trasportato alla Clinica Pineta Grande, dove gli viene diagnosticato un trauma facciale. La sua colpa? Aver chiesto semplicemente un po’ di decoro e di attenzione, nel rispetto di tutti.
Ma quello che è accaduto alla profumeria Mangiacapre e al suo titolare è agghiacciante, ben oltre ogni limite già ampiamente superato da tutte le rapine che hanno colpito la città normanna. Un accaduto che lo stesso Ciccardo ha definito, per modalità e contorni, “una spedizione punitiva”.
Aggiunge: “Sono avvilito. La nostra è un’attività lunga generazioni, dal 1933. Dopo tanti anni di lavoro e sacrifici, ritrovarsi vittima di un’aggressione del genere fa male. Naturalmente sporgerò denuncia, anche grazie al sostegno dei miei colleghi commercianti”.
