Il sindaco Santarpia si attacca alla poltrona, anche se è incomptabile per la legge (e per due sentenze). Mentre l’impresa del fratello e del figlio festeggiano un nuovo appalto da 200 MILA EURO

21 Giugno 2026 - 10:30

CASERTA – Partiamo da un articolo del Testo unico sugli enti locali, ovvero l’articolo 61 comma 1bis: “non può ricoprire la carica di sindaco colui che ha ascendenti o discendenti ovvero parenti o affini fino al secondo grado che coprono il posto di appaltatore di lavori o di servizi comunali“.

E’ questa la ratio che ha portato prima il tribunale civile di Aversa Napoli Nord e poi la corte di Appello di Napoli ha sancito l’incompatibilità tra la carica di sindaco di Frignano e quello che la ricopre attualmente, ovvero Lucio Santarpia.

Un’incompatibilità marchiana, visto che il fratello, Gaetano, è l’amministratore delegato della Getet Spa, società di cui fa parte come titolare di quote anche il figlio del sindaco, ma soprattutto detentrice del servizio di tesoreria per il comune di Frignano.

Un conflitto di interessi talmente evidente da mettere a disagio chiunque. Ma non Lucio Santarpia che, invece, continua a girare con la fascia di sindaco per Frignano come se non esistessero due sentenze di tribunale che sanciscono il fatto che lui il sindaco non lo può fare.

In attesa dell’esecutività della decisione emessa dalla corte di Appello di Napoli, che potrebbe essere stata sospesa con un ricorso in Cassazione, se nella stessa si fa riferimento alla decadenza di Santarpia dal ruolo di sindaco, la famiglia del primo cittadino di Frignano può essere comunque soddisfatta di quanto emerso, invece, dalle carte della stazione appaltante Agrorinasce, consorzio di comuni dell’agro Aversano che gestisce i beni anti camorra, divenuta una centrale di committenza che, spesso e volentieri, è entrata nel racconto di questo giornale non per procedure specchiate. Un po’ un controsenso se si pensa che si tratta di un ente che gestisce bene confiscati alla criminalità e soprattutto visto che la presidente è un ex procuratrice capo come Maria Antonietta Troncone, che ha guidato le procure di Aversa e Santa Maria Capua Vetere.

Nei giorni scorsi, infatti, c’è stata la aggiudicazione del servizio di tesoreria quinquennale, ma in realtà sono dieci anni, visto che c’era la possibilità di rinnovare automaticamente, dal valore di 220 mila euro, gara bandita da Agrorinasce per il comune di Casapesenna, guidato dalla sindaca Giustina Zagaria, messa lì da Raffaele De Rosa, indagato dalla procura di Aversa per favori alla Isvec – società teoricamente dell’imprenditore Ivano Balestriere, ma, come emerso dalla recente inchiesta della DDA di Napoli, tra le proprietà del clan Zagaria – e funzionario al comune di Caserta, e da suo fratello, l’ex vince presidente reggente della provincia di Caserta, nonché ex sindaco di Casapesenna e da pochi giorni ex consigliere comunale dopo le sue dimissioni, ovvero Marcello De Rosa.

Una gara d’appalto che è stato praticamente un assolo, visto che nessun’altra ditta si è presentata, oltre alla Getet. E così, la società della famiglia Santarpia, ha aggiudicarsi questa gara senza concorrenza o offerte fastidiose, grazie ad un “fantasmagorico” ribasso del 5% rispetto all’offerta base. Una gara che, in pratica, non modifica nulla rispetto all’assetto precedente che dura visto che la Getet già da anni gestiva la tesoreria comunale di Casapesenna.

Non sappiamo quando deciderà di lasciare lo scranno di sindaco il buon Santarpia, cosa che, per decenza istituzionale, a nostro avviso, avrebbe già dovuto fare. Ma sappiamo che le fortune professionali della Getet e quindi di suo figlio e suo fratello, non si sono arrestate.

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