LA DOMENICA DI DON GALEONE…

21 Giugno 2026 - 09:20

21 giugno 2026 ✶ Dodicesima domenica del tempo ordinario (A)

Il credente non ha paura di Dio!

Se mai qualcuno ha pensato che seguire Gesù significhi sicurezza e protezione, questo brano del Vangelo basta a disilluderlo. Oggi, nella Chiesa, non c’è posto per nessun don Abbondio! Il discepolo di Gesù è esposto alle persecuzioni proprio perché suo discepolo.

Da piccoli forse ci hanno insegnato una religione di paura. Dio era un occhio disegnato in un triangolo, che ci spiava sempre; era un giudice che mandava all’inferno, per non avere rispettato il digiuno prima della comunione, per un lavoro fatto la domenica, per avere anche solo desiderato una donna … Siamo arrivati a tanta crudeltà, predicando il Vangelo e la tenerezza di Gesù! Alcuni predicatori hanno infierito sul popolo con prediche apocalittiche. Se avete terrorizzato un ragazzo, state certi che vi sarà obbediente, ma non vi amerà mai. La paura è mancanza di amore! Un padre, una madre, un educatore, non si vergognerebbero di incutere paura nei figli? Tutto il Vangelo, invece, è un invito a non avere paura, dall’inizio: “Non avere paura, Maria!”, sino alla fine: “Non abbiate paura, io sono con voi!”. La paura è un peccato, è un’astuzia del diavolo per non farci amare Dio. Avere paura di Dio è credere che ci farà del male, che si vendicherà, che ci manderà disgrazie. No, Dio è amore, Dio ama. Abbiamo mai amato qualcuno? Abbiamo mai fatto l’esperienza dolce e terribile dell’amore? Se sì, allora ci siamo consegnati, abbandonati all’amato; allora sono caduti i veli e le maschere, i titoli e la cultura; si è svegliato un “fanciullino” dentro di noi; non abbiamo avuto vergogna di piangere; Orfeo ha ripreso la sua cetra e Bacco la sua danza; ci siamo rivelati sicuri di essere accettati, nonostante il nostro passato, le nostre vergogne. Ma per tutto questo, occorre sentirsi amati. Non aver paura: è scritto nella Bibbia 365 volte! Un invito per ogni giorno!

Noi siamo stati allevati nella paura: Dio ci punirà, ci condannerà. È la religione più miserabile! Dio ci invita ad amare il nemico, e Dio fa quello che dice (almeno Lui!). Dio non premia i buoni e non castiga i cattivi. Nel Vangelo di Giovanni è scritto il Padre non giudica nessuno (5,22), e neppure il Figlio giudica nessuno (8, 15), perché il Padre ha mandato il Figlio per salvare il mondo (3,17). Allora come e da chi saremo giudicati? “La parola che ho annunciato, quella ci condannerà nell’ultimo giorno” (12,48). Quindi, né il Padre né il Figlio giudicano, ma ognuno si giudica da sé stesso, con la sua reazione alla Parola di Dio. Il giudizio avviene continuamente: Gesù si offre e noi scegliamo! Dio si propone e l’uomo ne dispone! Dio non premia né castiga: Dio rende eterno in cielo quello che noi abbiamo scelto sulla terra.

Dio non “giudica”, Dio “giustifica”; Dio non punisce i cattivi, Dio li trasforma . Dio non si accontenta di registrare, ma si dedica tutto a fare del peccatore un santo, dell’ingiusto un giusto, del violento un pacifico. Questo è l’unico lavoro degno di Dio! Questa è la religione del futuro! Che religione facile, qualcuno penserà! È vero il contrario: se Dio fa del peccatore un santo, dell’avaro un generoso, del ribelle un devoto, allora anche noi saremo obbligati a fare come Lui! BUONA VITA!