Presunti legami con il clan: il TAR cancella l’interdittiva antimafia
5 Luglio 2026 - 12:30
Il Tribunale amministrativo accoglie il ricorso di un’impresa edile: annullata l’informativa antimafia e tutti gli atti conseguenti
CASERTA – Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, Sezione Prima, ha annullato un’interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Caserta nei confronti di una società operante nel settore delle costruzioni, ritenendo insufficiente il quadro indiziario posto a fondamento del provvedimento e carente la motivazione sulla mancata applicazione delle misure di prevenzione collaborativa previste dal Codice Antimafia.
La vicenda riguarda una società edile iscritta nella cosiddetta White List delle imprese non soggette a tentativi di infiltrazione mafiosa. La Prefettura di Caserta aveva disposto la revoca dell’iscrizione e adottato un’informativa antimafia interdittiva, ritenendo sussistente un pericolo di infiltrazione criminale fondato principalmente sui rapporti di parentela dei soci, su alcune frequentazioni con soggetti ritenuti controindicati e su determinati rapporti commerciali e cointeressenze economiche.
A seguito dell’interdittiva sono stati adottati anche altri provvedimenti consequenziali: il Comune di Afragola ha risolto un contratto di appalto relativo ai lavori di ristrutturazione di un edificio scolastico, mentre il Ministero dell’Interno ha negato l’iscrizione della società nell’Anagrafe antimafia degli esecutori. La società ha impugnato tutti gli atti davanti al TAR.
Con la sentenza di merito, il Collegio ha evidenziato un “deficit di proporzionalità e di verosimiglianza” nella prognosi formulata dalla Prefettura. Secondo i giudici amministrativi, il provvedimento non dimostra adeguatamente che l’impresa fosse realmente esposta a un rischio di infiltrazione mafiosa stabile, continuativo e strutturale.
In particolare, il TAR osserva che non risultano elementi di mafiosità direttamente riferibili ai soci della società e che la Prefettura ha fondato la propria valutazione prevalentemente sui rapporti di parentela e su elementi indiziari considerati, nel loro complesso, insufficienti. I legami familiari non bastano, uno dei passaggi centrali della decisione riguarda proprio il peso attribuito ai rapporti familiari.
L’annullamento dell’interdittiva ha comportato automaticamente anche la decadenza dei provvedimenti adottati in sua conseguenza. Sono stati quindi annullati sia il provvedimento del Comune di Afragola che aveva risolto il contratto di appalto, sia il diniego ministeriale di iscrizione nell’Anagrafe antimafia degli esecutori.
