AVERSA. Ci risiamo con gli interessi economici del consigliere Oliva. La strana ZTL e un peccato originale che promuove la cultura del sospetto a cultura della verosomiglianza

4 Luglio 2026 - 18:17

Abbiamo approfittato di una discussione social sulle dinamiche asimmetriche della zona a traffico limitato, che rimane attivata anche dopo le 21 solo per quella stradina di via Roma all’incrocio con Piazza Municipio, nei pressi del bar di Oliva, per ritornare sull’incredibile vicenda del regolamento sull’occupazione di suolo pubblico da parte di attività commerciali

AVERSA (g.g.)Si polemizza molto in questi giorni, nelle pagine e nei profili aversani, sulla struttura topografica delle zone ZTL in centro storico.

Le polemiche sono legate alla scelta di tenere in vigore la ZTL anche nell’incrocio che, venendo da Piazza Vittorio Emanuele, porta, andando diritti, a Piazza Municipio e, andando a destra, a via Roma, dove c’è tutto lo schieramento delle sedie e dei tavolini del locale Cantine Italiane del consigliere comunale di maggioranza Raffaele Oliva, e di Olive e Oro Nero che, aggiunge qualcuno più malizioso, hanno la fortuna, in questo quinquennio amministrativo, di essersi trovati al posto giusto al momento giusto, cioè nei pressi del bar dell’Oliva.

La questione si inserisce in un dibattito leggermente più ampio che vede protestare i residenti, i quali si lamentano che la ZTL, soprattutto nel fine settimana, parte bene ma poi, alle 21, viene revocata, con conseguente avvento del cartello “varco non attivo”. E il varco resta attivo solo a quell’incrocio.

Noi non malizieremmo più di tanto su questa cosa di Raffaele Oliva se, a monte, il sindaco Francesco Matacena e la sua maggioranza non avessero avallato un’operazione che noi abbiamo definito di grave, profonda volgarità istituzionale, consistita nell’attribuire a Raffaele Oliva, imprenditore che fa legittimamente il suo business grazie ai propri locali, di scrivere il regolamento riguardante l’occupazione di suolo pubblico da parte di attività commerciali.

Quest’amministrazione è nata sotto l’egida, l’impronta di Giovanni Zannini, campione del mondo della volgarità politica e istituzionale, un’amministrazione e un sindaco che hanno voluto immediatamente far capire, con un linguaggio da saloon, chi comandasse realmente ad Aversa. Perché scegliere che un consigliere comunale, il quale ha i suoi tavolini e le sue sedie insediati sulla strada pubblica ed è quindi soggetto fiscale nel pagamento della TOSAP, scrivesse il regolamento della TOSAP ebbe, questa è una cosa che francamente non si è verificata neppure nei comuni più rozzi e più densi di quelle che l’ex governatore Vincenzo De Luca definisce cialtronerie nell’esercizio del proprio luogo pubblico.

Poi, Raffaele Oliva può anche aver redatto il regolamento più giusto, più equo del mondo. Ma questo non conta nulla, si tratta di un conflitto d’interessi talmente smaccato da rendere assolutamente continente la nostra valutazione sulla rozzezza e sulla volgarità istituzionale di un sindaco che raccoglie in sé e ne è responsabile le pulsioni ancestrali, primordiali, di un Oliva o di un Innocenti.

Su questo argomento noi siamo pronti ad affrontare un confronto con Matacena che, ovviamente, non avendo alcun contenuto da opporre, se ne guarda bene dal diventare interlocutore concettuale di una dialettica con ciò che noi abbiamo già scritto su questa incredibile vicenda di Ra..

Un peccato originale che rende poi verosimile il sospetto che ci possa essere una forma di favoritismo che magari non c’è ma che, ripetiamo, seguite il ragionamento, diventa il verosimile in quanto alimentato dal peccato originale sviluppatosi a monte.