IL NOME. Distrugge la casa della suocera per andare a picchiare l’ex moglie e il figlio. Scarcerato “volto noto”, ma non potrà…
5 Luglio 2026 - 09:30
CASERTA – Dopo l’arresto del 20 giugno scorso, iIl giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha convalidato l’ordinanza nei confronti di Domenico Iasevoli, 31enne di San Felice a Cancello. Ma ha disposto la misura cautelare del divieto di avvicinamento, con obbligo di mantenere una distanza di almeno mille metri dalla vittima e dovrà inoltre indossare il braccialetto elettronico. L’uomo, un volto noto alle forze dell’ordine, ha passato diverso tempo in carcere per altri reati.
L’episodio più grave risale al 20 giugno scorso. Secondo la ricostruzione dei Carabinieri di Arienzo, Iasevoli si è presentato presso l’abitazione dove la ex moglie si era trasferita con la madre e il figlio minorenne. L’uomo ha sfondato due porte e ha rotto mobili e suppellettili nel tentativo di raggiungere la donna, che si era barricata in una stanza con la madre e il bambino. Le tracce di sangue lasciate dall’uomo, che si era ferito rompendo un vetro, hanno confermato la violenza dell’aggressione.
Secondo l’accusa, i maltrattamenti andavano avanti da tempo. La donna ha raccontato di essere stata schiaffeggiata, minacciata di morte con una pistola, inseguita sul luogo di lavoro e costretta a subire continue umiliazioni davanti al figlio. L’uomo le stringeva le mani alla gola quando lei rifiutava rapporti sessuali. In un messaggio vocale del 31 maggio, Iasevoli aveva minacciato di morte la donna e il bambino.
Il giudice, pur ritenendo sussistenti i gravi indizi, ha scelto di non disporre la custodia in carcere, optando per una misura che impedisca all’uomo di avvicinarsi alla vittima. In caso di rifiuto del braccialetto elettronico, scatterà comunque il carcere. Iasevoli ha negato gli addebiti, sostenendo di essere lui la vittima e di essere intervenuto solo per vedere il figlio. La donna, difesa dall’avvocato Rosa Piscitelli, ha invece reso dichiarazioni coerenti e dettagliate, ritenute attendibili dal giudice.
