20 anni di lavoro pesante, il giudice dà ragione a un operaio del casertano: INAIL condannato
4 Luglio 2026 - 09:31
In un primo momento l’istituto assicuratore aveva rigettato la richiesta
CAIAZZO – Per oltre vent’anni ha svolto un’attività caratterizzata da continui e gravosi sforzi fisici, caricando e scaricando merci mediamente cinque o sei volte al giorno e provvedendo anche al carico dei camion dei clienti che acquistavano la merce. Un lavoro particolarmente impegnativo che, secondo quanto accertato in sede giudiziaria, ha contribuito all’insorgenza di gravi patologie alla colonna vertebrale.
L’uomo D. F.G., lavoratore di una ditta di trasporto merci della provincia di Caserta, che aveva presentato all’Inail domanda per il riconoscimento della malattia professionale, documentando la presenza di multiple ernie discali cervicali e lombari. L’istituto assicuratore, tuttavia, aveva rigettato la richiesta.
Il lavoratore, assistito dall’avvocato Domenico Carozza, ha quindi promosso ricorso dinanzi al Giudice del Lavoro del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, sostenendo che le patologie fossero strettamente collegate alle mansioni svolte per oltre due decenni.
Nel corso del giudizio sono stati ascoltati i testimoni e disposto un accertamento tecnico mediante consulenza medico-legale. All’esito dell’istruttoria, il consulente nominato dal Tribunale ha riconosciuto il nesso causale tra l’attività lavorativa e le patologie denunciate, quantificando il danno biologico nella misura del 7 per cento.
Sulla base delle risultanze processuali, il Giudice ha accolto il ricorso, riconoscendo la natura professionale della malattia e condannando l’Inail a corrispondere al lavoratore le prestazioni economiche previste dalla normativa vigente.
