Madre gravemente malata, la Cassazione autorizza il boss a lasciare il carcere per farle visita
17 Luglio 2026 - 17:39
La decisione arriva dopo il ricorso presentato dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello dell’Aquila contro l’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che aveva …
CASAL DI PRINCIPE – La Corte di Cassazione ha confermato il permesso di necessità concesso a un detenuto sottoposto al regime della criminalità organizzata per poter fare visita alla madre affetta da una grave patologia cronica.
La decisione arriva dopo il ricorso presentato dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello dell’Aquila contro l’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che aveva autorizzato l’uscita dal carcere, nonostante il parere contrario della Direzione distrettuale antimafia, la quale aveva evidenziato il rischio di possibili contatti con l’ambiente criminale di riferimento.
Secondo gli Ermellini, il concetto di “evento familiare di particolare gravità”, previsto dall’articolo 30 dell’ordinamento penitenziario, non deve essere interpretato in maniera eccessivamente restrittiva. Anche una malattia cronica, infatti, può assumere carattere eccezionale quando rende impossibile mantenere nel tempo un rapporto personale tra il detenuto e il proprio familiare.
La Suprema Corte sottolinea che l’eccezionalità non va ricercata necessariamente nell’improvviso aggravamento delle condizioni di salute, ma nella concreta necessità di un incontro umano che non può essere sostituito da altre forme di contatto. Un principio che valorizza il senso di umanità della pena e il diritto del detenuto a preservare i legami affettivi più significativi.
Per questo motivo il ricorso della Procura Generale è stato rigettato, confermando il permesso già disposto dal Tribunale di Sorveglianza, che aveva comunque previsto rigorose prescrizioni per impedire qualsiasi rischio sotto il profilo della sicurezza.
