CASERTA. Ora è certo: il Comune ha 250milioni di debiti e un terzo dissesto alle porte stavolta grazie al signor Carlo Marino. Qui o si muove il Governo o la città è ‘’fottuta’’ per sempre

18 Luglio 2026 - 13:43

Non siamo in grado ancora di darvi con precisione la configurazione analitica del disastro. Speriamo di avere a disposizione nei prossimi giorni i dati che relazionino il dissesto del 2011 con quello del 2018 e soprattutto ciò che i commissari hanno trovato o ancora non hanno trovato nei cassetti della rinomata cucina degli orrori di palazzo Castropignano

CASERTA (g.g.) – Nelle scorse settimane abbiamo fatto cenno ai debiti del Comune di Caserta. E sì, noi che siamo un giornale molto analitico quando c’è da esaminare le voci di una contabilità di un ente locale, ora, al momento, non possiamo ancora esserlo perché non abbiamo a disposizione documenti contabili che ci consentono di configurare la struttura debitoria del Comune capoluogo.

Per questo motivo, parliamo genericamente di debiti. Ma sulla cifra non ci sbagliamo perché questa emerge da indiscrezioni molto affidabili provenienti dagli uffici che alla gestione finanziaria e dei bilanci sono apprestati nell’ultimo anno sotto l’egida dei commissari straordinari, arrivati dopo lo scioglimento del Comune per infiltrazioni camorristiche

250milioni che costituiscono ciò che il Comune ha creato in 20 anni di autentiche scelleratezze che coinvolgono tutte le amministrazioni, da quella di Falco in poi.

Ovviamente noi possiamo andare a memoria dato che in questo periodo c’eravamo sempre. C’era il sottoscritto da direttore del Corriere di Caserta, poi ci siamo stati ancor più efficacemente come gruppo di lavoro di CasertaCe dunque ricordiamo bene che il dissesto dichiarato  dall’amministrazione comunale di Pio Del Gaudio, appena insediatasi nel 2011 chiaramente scaturito di precedenti governi, quello di centro sinistra di Nicodemo Petteruti, di Sandro De Franciscis, quello di centro destra di Luigi Falco nella cui giunta, ricordiamo, erano presenti lo stesso Del Gaudio come assessore al commercio, ma anche Carlo Marino come super assessore ai lavori pubblici con le insegne di Forza Italia e di Nicola Cosentino. L’organismo di liquidazione lavorò diversi anni, ma alla fine alleviò fino a un certo punto la situazione anche perchè l’amministrazione di Pio Del Gaudio non è che si comportò bene  come dimostrano le dimissioni rassegnate dall’assessore al bilancio, Nello Spirito, il quale era l’unico che veramente voleva perseguire un processo di ristrutturazione di riqualificazione di risanamento nelle casse comunali, impossibilitato a farlo dalle follie spendaccione del sindaco Del Gaudio e degli altri assessori a partire da Emilio Caterino fino ad arrivare a Enzo Ferraro poi arrestato per la nota vicenda degli appalti all’imprenditore marcianisano Angelo Grillo condannato all’ergastolo definitivamente per essere stato il mandante di un paio di omicidi di camorra. Se non ricordiamo male si arrivò al 2018 cioè alla dichiarazione del secondo dissesto con più di 100 milioni sul groppone che poi con annessi e connessi sono cresciuti per colpa esclusiva di Carlo Marino, delle sue giunte, dei suoi criminalissimi uffici delle dirigenze interne con CasertaCe unica voce attiva nel denunciare queste malefatte. Ed ecco quindi che una massa debitoria molto forte a cui si sono aggiunte le dissennatezze di Marino di cui Nello Spirito ha parlato tecnicamente  in alcune video interviste  rilasciate a Caserta Ce e rinvenibili facilmente nell’area video di Google cercando Nello Spirito CasertaCe, si è arrivati a una cifra iperbolica vicina ai 250milioni. Speriamo nei prossimi giorni di avere a disposizione qualche documento più analitico per spiegare meglio passo dopo passo come si sia arrivati a questa cifra mostruosa.

Con la candidatura già ufficializzata dell’avvocato Genni Iannotti si è entrati, in pratica, in una fase preelettorale. I commissari si allungheranno la vita nel prossimo ottobre prorogando di 6 mesi come la legge consente, il termine di 1 anno e mezzo, che in prima battuta, tocca alle commissioni straordinarie. I due anni dunque scadranno esattamente il 23 aprile prossimo ossia tra 9 mesi subito dopo si dovrà votare. Attenzione, nel meccanismo dell’election day che per le amministrative comunali viene stabilito ogni anno tra il 15 aprile e il 15 giungo, Caserta si potrà allineare a condizione però che non si vada troppo avanti rispetto alla data del 23 aprile perché com’è noto l’unica deroga all’election day è proprio costituita dai comuni sciolti per infiltrazione camorristica i quali non possono prorogare ulteriormente il periodo commissariale al di la dei due anni e che dunque, spesso, vanno a votare nei periodi più disparati dell’anno dunque anche in autunno, in inverno e in piena estate. Con questo fardello debitorio che potrebbe portare alla dichiarazione di un terzo dissesto come evoluzione inevitabile, che la commissione straordinaria deciderebbe nel momento in cui maturassero le condizioni tecnico-contabili così come queste sono previste nel testo unico degli enti locali, solo il governo può salvare Caserta. Diciamocela tutta: occorre che qui venga fatta un’operazione come quella realizzata per Napoli ed altre  città, una sorta di legge speciale in cui sia poi l’esecutivo nazionale a rimodulare le condizioni per l’uscita dal dissesto e da questa cronica patologia finanziaria che nemmeno una cura da cavallo fatta di lacrime e sangue nel segno del risanamento potrebbe risolvere

E allora occorrono degli interlocutori. Non sappiamo quando si voterà per le politiche. Ma sappiamo da tutti i sondaggi che se Vannacci si aggrega alla coalizione di centro destra, lui perderà magari qualche voto rispetto al rilevantissimo 6,5 % di cui è accreditato adesso, ma la Meloni resterà premier perché il centro destra sopravanzerebbe abbastanza nettamente il 43 o il 44% di cui è accreditato il centro sinistra. Affermiamo ciò anche per individuare colui o colei che, da candidato o da candidata a sindaco potrà essere più credibile nell’impegno di mobilitare il governo che già in passato, ripetiamo, ha messo in campo norme speciali per i pesanti disavanzi di alcuni comuni italiani

Vi diamo comunque appuntamento al giorno in cui saremo in possesso di questi documenti. Speriamo che ciò avvenga entro lunedì o martedì al massimo