ASI. Oggi nominati Gianni Comunale in quota Marino e Rizzeri in quota Zannini. La capace “bella bionda” e i dubbi sulla legittimità dell’atto

4 Marzo 2019 - 21:18

CASERTA (g.g.) – Siccome mi sono accorto durante gli interessanti interrogatori che ho sostenuto al cospetto di un giudice della Repubblica Italiana, che alla signora Raffaela Pignetti, presidente dell’Asi di Caserta, manca totalmente il “sense of humor” tipico delle persone rilassate e sobriamente consapevoli delle proprie capacit, vuol dire che da stasera manderemo definitivamente in pensione l’appellattivo “Barbie” con cui l’abbiamo definita con chiare intenzioni elogiative, scambiate invece per altro, negli anni in cui ha esercitato la sua funzione.

Forse Barbie è una donna e un’eroina troppo convenzionale, collegata ai giochi innocenti di bambine e ragazzine che hanno attraversato decine di generazioni. Un personaggio integro, una donna bella, ma mai civetta. Insomma, una con le palle. Ma alla Pignetti non piace, e noi ne prendiamo atto.

Optiamo, dunque per una cosa più raffinata, più culturalmente cifrata: l’evoluto teatro del “non-sense” milanese degli anni 70, il mitico Derby, dove nacquero collaborazioni e connubi artistici irripetibili. Dove Enzo Jannacci, Pozzetto, Cochi Ponzoni, successivamente Teo Teocoli, con qualche incursioni del premio nobel Dario Fo. Una comicità surreale, intelligente. Lì nacquero canzoni che sono rimaste nella storia, soprattutto del varietà televisivo di livello più alto. Proprio per la valenza di quelle creazioni, di quelle elaborazioni culturali, è giusto collegare l’autorevolezza di Raffaela Pignetti alla storica “Come porti i capelli bella bionda” (CLICCA QUI PER ASCOLTARLA).

Bella bionda e anche brava nel gestire eventi difficili come l’Asi, nel destreggiarsi tra i marosi del politicume indigeno che ha confermato l’identità di poltronificio di questo ente di sotto governo.

Ah, pardon. Anche questa parola sta in un mio capo d’imputazione. Dunque alla buonanima di Marco Pannella che coniò il termine partitocrazia, che utilizzò stabilmente quello di lottizzazione, avrebbero dovuto dare minimo l’ergastolo. Va beh, signora Pignetti, lo chiameremo divanificio, così è più contenta.

Detto questo, la comica odierna ci racconta della nomina nel comitato direttivo Asi di due luminari, professori ordinari ad Harvard di politica industriale, indiziati per il prossimo nobel all’economia.

Il primo è il consigliere di Caserta Gianni Comunale, che corona il sogno infranto del povero Bevilacqua, a cui non è servita quella sfrenata campagna elettorale, condotta al fianco di Carlo Marino.

L’altro luminare si chiama Alessandro Rizzieri, che beninteso, un minimo di preparazione ce l’ha e che va a sostituire, in quota Giovanni Zannini, quel Salvatore Davidde nominato a suo tempo dalla coppia Paolo Romano-Giovanni Schiappa dentro al famoso accordo Graziano-Lusini-Giggino la polpetta-Sarro e compagnia.

Ultimo passaggio su cui potremo tornare domani o nei prossimi giorni. Nel decreto legislativo 39/2013, all’articolo 7 si affronta la questione dell’inconferibilità degli incarichi a componenti di organo politico di livello regionale e locale (Consorzio Asi).

Art. 7

1. A coloro che nei due anni precedenti siano stati componenti della giunta o del consiglio della regione che conferisce l’incarico, ovvero nell’anno precedente siano stati componenti della giunta o del consiglio di una provincia o di un comune con popolazione superiore ai 15.000 abitanti della medesima regione o di una forma associativa tra comuni avente la medesima popolazione della medesima regione, oppure siano stati presidente o amministratore delegato di un ente di diritto privato in controllo pubblico da parte della regione ovvero da parte di uno degli enti locali di cui al presente comma non possono essere conferiti:

a) gli incarichi amministrativi di vertice della regione;

b) gli incarichi dirigenziali nell’amministrazione regionale;

c) gli incarichi di amministratore di ente pubblico di livello regionale;

d) gli incarichi di amministratore di ente di diritto privato in controllo pubblico di livello regionale.

2. A coloro che nei due anni precedenti siano stati componenti della giunta o del consiglio della provincia, del comune o della forma associativa tra comuni che conferisce l’incarico, ovvero a coloro che nell’anno precedente abbiano fatto parte della giunta o del consiglio di una provincia, di un comune con popolazione superiore ai 15.000 abitanti o di una forma associativa tra comuni avente la medesima popolazione, nella stessa regione dell’amministrazione locale che conferisce l’incarico, nonche’ a coloro che siano stati presidente o amministratore delegato di enti di diritto privato in controllo pubblico da parte di province, comuni e loro forme associative della stessa regione, non possono essere conferiti:

a) gli incarichi amministrativi di vertice nelle amministrazioni di una provincia, di un comune con popolazione superiore ai 15.000 abitanti o di una forma associativa tra comuni avente la medesima popolazione;

b) gli incarichi dirigenziali nelle medesime amministrazioni di cui alla lettera a);

c) gli incarichi di amministratore di ente pubblico di livello provinciale o comunale;

d) gli incarichi di amministratore di ente di diritto privato in controllo pubblico da parte di una provincia, di un comune con popolazione superiore a 15.000 abitanti o di una forma associativa tra comuni avente la medesima popolazione.

3. Le inconferibilita’ di cui al presente articolo non si applicano ai dipendenti della stessa amministrazione, ente pubblico o ente di diritto privato in controllo pubblico che, all’atto di assunzione della carica politica, erano titolari di incarichi.

Siccome non siamo abituati ad essere frettolosi e a sputar sentenze, lavoreremo su questo testo, cercando eventuali chiavi interpretative che portano fuori da quella che sembrerebbe un atto illegittimo, compiuto dall’Asi nel momento in cui ha nominato Rizzieri e Comunale.

Il sospetto che lo sia c’è, ma siamo pronti ad affermare il contrario qualora, in scienza e coscienza, dovessimo convincerci del contrario.