ASL. Disastro ambulanze al 118. Speriamo che il dirigente Piperno sia più combattivo di Mannella. Per 24 giorni chiusa una postazione e sguarnite altre perché…

19 Novembre 2025 - 17:37

Si tratta di un argomento che CasertaCe ha già affrontato nel tempo, scontrandosi con una sorta di muro di gomma, perché francamente Mannella ha dato l’impressione di non essere interessato realmente alla risoluzione dei problemi, ma solo di evitare di finire sul nostro giornale. Ora speriamo che le cose cambino, alla luce di ciò che è capitato di molto grave nelle ultime settimane

CASERTA (g.g.) Abbiamo deciso di tornare sulla scabrosissima questione delle ambulanze dell’Asl di Caserta, in dotazione alle uniche due postazioni gestite direttamente dall’Azienda, ossia quelle in opera a Santa Maria Capua Vetere-Curti, e ad Aversa, perché speriamo che il nuovo dirigente Domenico Piperno sia più lungimirante e soprattutto più combattivo di di Roberto Mannella che l’ha preceduto e più volte da noi invano stimolato e che alla fine ci ha costretto ad arrenderci, in quanto la sua posizione bolsamente e irragionevolmente aziendalista è sembrata irriducibile, con la conseguenza che a pagarne il fio sono stati i dipendenti Asl del 118, ma soprattutto i pazienti, le persone che hanno avuto e hanno realmente bisogno ogni giorno di ricevere soccorsi di urgenza.

Allora, facciamo il punto della situazione: dopo gli articoli pubblicati da CasertaCe sulla incresciosa e francamente imbarazzante condizione in cui versavano dei mezzi messi a disposizione dall’Asl nella postazione di Santa Maria Capua Vetere-Curti e di Aversa, qualcosa si è modificato.

Oddio, fino ad un certo punto, perché l’Asl a nostro avviso ha assunto una decisione discutibile. Se andiamo infatti a controllare l’elenco degli acquisti e l’elenco dei fornitori, ci accorgiamo che tante cose hanno un significato relativo e in alcune circostanze il loro acquisto risulta superfluo. Da qui, l’idea che certe attrezzature, e certi servizi, vengono comprati per produrre un vantaggio ai fornitori, a chi li vende, più che a favore dell’utenza della sanità pubblica casertana. Quando invece si tratta di compiere degli acquisti realmente finalizzati al bene comune, come può essere quella di un’ambulanza, i mandarini dell’Asl diventano più realisti dell’imperatore.

Per cui, dopo le narrazioni sulle ambulanze scassate, a seguito di un milione e passa di chilometri percorsi, sulle avventurosissime e spesso inutili attività di assistenza svolte da un’officina lontanissima, extra regionale, addirittura in quel di Santi Cosma e Damiano, piccolo comune della provincia di Latina situato al di là del ponte del Garigliano e confinante con quello di Scauri-Minturno, l’Asl di Caserta ha deciso di fittare un nuovo mezzo per la cifra, tutt’altro che modesta, di 5mila euro al mese.

Ecco perché diciamo che a nostro avviso è stato un errore, perché con 5mila euro al mese l’ambulanza la puoi anche acquistare e ci gestisci meglio la sua manutenzione. Un punto di vista, il nostro, che ha trovato immediatamente riscontro, dal momento in cui questa nuova ambulanza si è rotta pressocché immediatamente, con la conseguenza che la società Orion che l’ha fittata e che riceve i 5mila euro al mese di canone locazione l’ha dovuta prendere in custodia, così come contrattualmente previsto, per procedere alla riparazione.

Ciò è accaduto il 27 ottobre scorso. Oggi è il 19 novembre e probabilmente, grazie e soprattutto al fattivo intervento del neo dirigente Piperno, questo è il giorno buono per il ritorno in servizio dell’ambulanza alla postazione di Santa Maria Capua Vetere-Curti. Sono trascorsi, dunque, ben 24 giorni. Questo perché Orion ha scoperto che il guasto riguardava alcuni scarichi ed era, diciamo così, un difetto congenito di questo mezzo. Di qui la necessità di spedirlo in manutenzione in un’officina Stellantis, gruppo Fiat-Peugeot-Citroen ecc.

Ecco perché, a nostro avviso, come abbiamo già scritto, l’acquisto sarebbe stato utile, ma a condizione di non andare a finire ogni volta a 80-90 km di distanza nei dintorni di Scauri per riparare i mezzi.

A peggiorare ulteriormente la situazione ci si è messo il tentativo, dimostratosi del tutto velleitario, di usare un muletto, cioè un’ambulanza che “puntualmente”, trattandosi di un vero e proprio reperto archeologico, prelevato da qualche garage-museo dal personale di Santa Maria Capua Vetere-Curti, si è rotto in un paio di giorni. Risultato: autisti in ferie forzate, infermieri dislocati in altri servizi a cui non sono abituati. Insomma, l’inefficienza, in quest’area cruciale dei servizi Asl, regna sovrana a causa di scelte sbagliate che affondano le loro radici in un passato che deve necessariamente essere superato da modalità di gestione nuove e fresche.

Una notizia buona è rappresentata dal fatto che il contratto, stipulato dopo l’aggiudicazione dalla gara d’appalto vinta dall’officina di Santi Cosma e Damiano, è scaduto. E in questi giorni si è proceduto alla nuova aggiudicazione. Siccome l’Asl di Caserta non riesce a tagliare il cordone ombelicale con il passato, un passato che spesso, tra il serio e il faceto, ci ha portati a definirla Asl di Casoria, in quanto sono entrambi casoriani coloro che l’hanno dominata per tanti anni. Parliamo dei due ultimi direttori generali Ferdinando Russo e Amedeo Blasotti, quest’ultimo, per altro, seduto sulla poltrona di direttore amministrativo prima di trasferirsi su quella di DG.

E allora, viva il vintage, perché la nuova officina di assistenza si trova, manco a dirlo, proprio a Casoria. Che comunque, sempre meglio di Santi Cosma e Damiano è in quanto è più vicina ai punti nodali dell’erogazione del servizio 118 della provincia di Caserta.

Il problema (grave) della relazione impropria tra le ambulanze del 118 e quelle degli ospedali

Comunque, al di là di tutto quello che abbiamo scritto finora, costituisce un problema ancora più importante, in grado di provocare pericolosi disservizi, la combinazione e l’alto coefficiente di sostituzione tra le ambulanze del 118 e quelli dei presidi ospedalieri.

Vi facciamo un esempio: negli ultimissimi giorni è capitato che l’ambulanza Asl di Aversa abbia dovuto sopperire all’incredibilmente grave indisponibilità delle ambulanze del mega ospedale Moscati del centro normanno, provvedendo al trasporto in altri nosocomi dei codici rossi. E’ accaduto nelle ultimissime ore, ma è accaduto anche ieri mattina con la povera ragazza 15enne caduta dal quarto piano e infilzatasi nei puntoni del cancello del proprio parco (CLICCA E LEGGI). Ci è voluta un’ambulanza del 118 per trasportarla all’Ospedale del Mare di Napoli, perché il Moscati non ne aveva a disposizione.

Ora, siccome ci hanno detto che il nuovo responsabile del servizio di emergenza di primo soccorso, Domenico Piperno, è persona intelligente, preparata, lungimirante e soprattutto con una testa più moderna di quella di chi lo ha preceduto, non potrà non comprendere che all’Asl di Caserta esiste un problema enorme di coordinamento, di relazione, tra le ambulanze del 118 e quelle in servizio nei presidi ospedalieri, a partire da quelli di Aversa, Santa Maria Capua Vetere, Marcianise e Sessa Aurunca.

I due servizi che sulla carta dovrebbero camminare su binari autonomi, magari paralleli ma mai intersecanti, in realtà si relazionano eccome, incrociandosi pericolosamente, perché se l’ambulanza del 118 di Aversa la mandi a Napoli per un trasporto di codice rosso dal Moscati, come succede purtroppo molto spesso, anche un bambino di tre anni capisce che in questo modo, al di là delle supplenze che possono arrivare da altre postazioni, indebolisci il servizio sguarnendo avamposti fondamentali per l’emergenza di primo soccorso.

Noi, queste cose, le abbiamo scritte più volte negli anni. Abbiamo tentato con la carota di sensibilizzare l’ex dirigente Mannella. Poi, visto che la carota a nulla serviva, abbiamo usato il bastone, compiendo questa scelta sempre con l’obiettivo di sensibilizzare, di scuotere il management interno dell’Asl (?), in funzione degli interessi della popolazione, dei cittadini, e invitando – purtroppo invano – sempre Mannella a replicare. Al contrario, lui ci ha ripagati con querele lunari, dando l’impressione a noi e a tanti altri che il suo obiettivo non fosse quello di risolvere realmente i problemi, di innalzare l’efficienza del servizio, aprendo anche un confronto e un contraddittorio con noi di CasertaCe, ma semplicemente di non essere nominato e di non finire sul nostro giornale.

Speriamo, come già abbiamo detto, che Domenico Piperno sia un dirigente diverso. Perché noi non siamo portatori di alcun “interesse particolare”, ma ci spendiamo ogni giorno in difesa, purtroppo molto spesso solitaria, negli interessi generali.